Giro d’Italia 2026, tris di Jhonatan Narváez in fuga! Battuto allo sprint Enric Mas, 3° Diego Ulissi
Ancora UAE Team Emirates XRG e ancora Jhonatan Narváez al Giro d’Italia 2026. Quarto successo per la formazione emiratina in questa edizione della Corsa Rosa e terzo personale per l’ecuadoriano, che dopo essere riuscito a inserirsi nella fuga di giornata è stato l’unico a riuscire a seguire l’accelerazione di Enric Mas (Movistar) sull’ultima salita, battendo poi lo spagnolo allo sprint sul traguardo di Chiavari. Terzo posto, con un ritardo di 11″, per Diego Ulissi (XDS Astana), che ha regolato in volata Chris Harper (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team) e Aleksandr Vlasov (Red Bull-Bora-hansgrohe), e piazzamenti in top-10 anche per Christian Scaroni (XDS Astana), Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), Simone Gualdi (Lotto Intermarché) e Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step), rispettivamente sesto, settimo, ottavo e decimo.
Giornata tutto sommato tranquilla per i big, giunti tutti assieme con il grosso del gruppo, che ha concluso con un distacco di 3’24”. Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) mantiene dunque la Maglia Rosa con 27 secondi di vantaggio su Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) e 1’57” su Thymen Arensman (Netcompany Ineos).
Il video dell’arrivo
Il racconto della corsa
Con la consapevolezza che la tappa sia destinata ai fuggitivi, sin dalla partenza sono in moltissimi a provarci, in rappresentanza di praticamente tutte le squadre. Tra i più attivi sin dalle prime fasi di gara si segnalano Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Filippo Ganna (Netcompany Ineos), Jhonatan Narvaez (UAE Team Emirates XRG) e Christian Scaroni (XDS Astana). Il ritmo è sfrenato da subito e non tarda a formarsi un bel gruppetto al comando, composto da Tobias Bayer (Alpecin-Premier Tech), Cyril Barthe (Groupama-FDJ United), Axel Huens (Groupama-FDJ United), Johan Jacobs (Groupama-FDJ United), Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Jonas Rutsch (Lotto-Intermarché), Iván García Cortina (Movistar Team), Alessandro Pinarello (NSN Cycling Team), Nickolas Zukowsky (Pinarello – Q36.5 Pro Cycling Team), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), Chris Hamilton (Team Picnic PostNL), Luca Mozzato (Tudor Pro Cycling Team), Davide Ballerini (XDS Astana Team), Matteo Malucelli (XDS Astana Team) e Christian Scaroni (XDS Astana Team).
Rimaste fuori dal tentativo Polti VisitMalta e UAE Team Emirates XRG non concedono spazio, mettendosi all’opera per chiudere i 30 secondi che si erano rapidamente formati a forza di stilettate. Con l’aiuto anche della EF Education – EasyPost il distacco si riduce fortemente e l’azione, che nel frattempo si è spezzettata vista la forte andatura, finisce per essere annullata dopo 32 chilometri di gara, praticamente in cima allo strappo di Montemagno, salita non repertoriata ma non per questo meno dura nelle gambe dei corridori.
Ciccone rilancia subito, ma ad allungare nuovamente son Ballerini e Stuyven, che tuttavia non riescono a restare davanti troppo a lungo, anche perché il gruppo si spezza, lasciando Felix Gall (Decathlon CMA CGM) in un secondo gruppo mentre a tirare è al Red Bull – Bora – hansgrohe. Quando la situazione si compatta a partire sono Davide Bais (Polti-VisitMalta), Andreas Leknessund (Uno-X Mobility) e Chris Harper (Pinarello-Q36.5), che guadagnano una trentina di secondi. Dietro di loro si prosegue ancora a scatti finché non riescono ad uscire Edward Planckaert (Alpecin-Premier Tech), Nico Denz (Red Bull – BORA – hansgrohe), Aleksandr Vlasov (Red Bull – BORA – hansgrohe), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Tim Naberman (Team Picnic PostNL), Ludovico Crescioli (Team Polti VisitMalta), Markus Hoelgaard (Uno-X Mobility), Alberto Bettiol (XDS Astana Team), Diego Ulissi (XDS Astana Team). Questi uomini rientrano sui primi e e riescono ad accrescere il proprio margine fino a 1’30”, ma da dietro entrano in azione le squadre degli esclusi, Lidl – Trek e UAE Team Emirates XRG in primis.
Quando la strada torna a salire, il primo a partire è Enric Mas (Movistar), che trova un momento di stallo per guadagnare terreno prima di essere raggiunto da Lennert Van Eetvelt (Lotto-Intermarché), con il quale si porta 30 secondi dalla testa della corsa, nella quale non ci sono più Planckaert e Naberman. Dietro di loro Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG) è il primo a rilanciare l’azione, seguito da Giulio Ciccone (Lidl-Trek), Einer Rubio (Movistar Team), Brieuc Rolland (Groupama-FDJ United) e, sorprendentemente, Ben O’Connor (Team Jayco AlUla), dando il via a una azione alla quale provano ad accodarsi anche Christian Scaroni (XDS Astana Team), Matteo Sobrero (Lidl-Trek), Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-EasyPost) e Warren Barguil (Team Picnic PostNL). Il gruppo tuttavia non permette a questi uomini di partire, ma non reagisce quando a partire è Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates XRG), seguito da Filippo Zana (Soudal Quick-Step), ai quali si accodano anche Scaroni, Barguil e Rolland, oltre a Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber) e Alessandro Tonelli (Polti-VisitMalta).
Questi uomini rientrano velocemente su Leknessund e Hoelgaard, che hanno perso contatto dalla testa della corsa, venendo superati senza difficoltà da Mas e Van Eetvelt, lanciati verso il ricongiungimento, che avviene a 84 chilometri dal traguardo. Vedendo che dietro invece sembra esserci un momento meno incisivo, Narvaez rilancia tra gli inseguitori, con uno scatto bruciante che solo Barguil prova, invano, a seguire. L’ecuadoriano rientra velocemente sulla testa della corsa, confermando una brillantezza già emersa nel corso della prima settimana. A un chilometro dalla vetta del Passo del Termine è Scaroni a muoversi dagli inseguitori, con una nuova accelerazione che stavolta gli altri non vogliono farsi sfuggire. Per completare l’opera di ricongiungimento interviene Bettiol, che si sgancia dalla testa della corsa per scortare il compagno, ma anche gli altri rientrano così subito dietro.
In gruppo invece è la Netcompany Ineos a fare l’andatura, ma è un ritmo che serve proprio a tenere la situazione tranquilla, permettendo così finalmente alla fuga di guadagnare terreno, superando finalmente i due minuti. Davanti comunque proseguono gli scatti, con Ulissi che si muove, seguito da Harper e Mas. A seguire rientrano anche Barguil, Bais e Crescioli, imitati da Narvaez con apparente facilità. Scaroni e Zana capiscono il pericolo e rilanciano a loro volta, riuscendo a loro volta a riprendere la testa della corsa, che intanto prosegue a scatti con un una nuova azione di Mas, Harper e Narvaez, che tuttavia non dura molto, creando un rallentamento successivo che consente anche il rientro di Van Eetvelt, con Vlasov e Stuyvens che invece proseguono regolari, fino a ricucire anche loro, nelle prime rampe della discesa.
Il gruppo, che ormai ha un gap di 3’45”, cambia ritmo dopo la salita, con la Bahrain Victorious a portarsi in testa per controllare la situazione. A 43 chilometri dalla conclusione, in piena discesa, Van Eetvelt cade, trascinando con sé Zana e Scaroni, unico dei tre a rilanciare l’azione malgrado abbia rapidamente perso quasi un minuto. Gli altri due si rialzano, venendo ripresi velocemente dal gruppo, così come gli altri inseguitori poco prima di loro. Intanto in testa inizia Colla dei Scioli, con subito una nuova bagarre che esplode ad opera di Vlasov, Stuyven e nuovamente Narvaez, ma non ci vuole molto prima che gli altri rientrino grazie al ritmo di Mas.
Quando il ritmo cala, con Scaroni che si avvicina sempre più riprendendo quelli che hanno appena perso contatto, a scattare è Ulissi, che tuttavia non riesce a fare la differenza. Con lui restano dunque solamente Harper, Vlasov, Narvaez e Mas. Questo quintetto scende tranquillo nella discesa e Scaroni si avvicina sempre più, tanto da iniziare la salita verso il Chilometro Red Bull con una dozzina di secondi di ritardo. Purtroppo per lui, Mas alza il ritmo, seguito da Narvaez, e le sue speranze svaniscono così a 17 chilometri dalla conclusione.
Harper in un primo tempo rientra, salendo del suo ritmo, sulla coppia di testa, ma quando Mas rilancia, l’australiano deve lasciarli andare, venendo ripreso anche da Vlasov, poi da Ulissi, che sale di esperienza. Narvaez intanto resta fisso a ruota dello spagnolo, senza mai dare un cambio nell’intera ascesa, che concludono con 25 secondi vantaggio sui primi tre inseguitori e quasi un minuto su Scaroni e Crescioli, mentre il gruppo sale senza scossoni per quanto riguarda la generale. Si muovono invece Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step) e Simone Gualdi (Lotto-Intermarché), che alla fine riusciranno a guadagnare un minuto, anticipando il gruppo, ma senza mai impensierire i battistrada.
In testa Mas e Narvaez si dividono i compiti, con l’ecuadoriano che tira per tutta la discesa, mentre nel tratto finale i due continuano a collaborare, pur senza dare fondo a tutte le proprie energie. Ulissi, Harper e Vlasov danno invece tutti, avvicinandosi progressivamente, ma non abbastanza per riuscire a rientrare sulla coppia di testa, che riesce così a giocarsi la vittoria in volata, dopo un vano tentativo di Mas sull’ultimo breve strappo di giornata. Lo spagnolo cerca di costringere il rivale a fare la volata di testa, provando poi a lanciare la volata per primo, ma il campione ecuadoriano è notevolmente più veloce e nello sprint non c’è storia. Jhonatan Narvaez conquista così la sua terza vittoria di tappa in questa edizione, superando nettamente Mas, con Diego Ulissi a completare il podio, dominando a sua volta lo sprint dei battuti.
Risultato e Classifiche Tappa 11 Giro d’Italia 2026
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