Jhonatan Narváez (UAE Team Emirates XRG): E sono tre. L’ecuadoriano sta vivendo un momento magico e, dopo aver trionfato a Cosenza e a Fermo, si impone anche a Chiavari, diventando con questo successo (il quinto in totale al Giro) il corridore più vincente di questa edizione della Corsa Rosa. L’inizio di tappa non è stato dei più semplici, dato che lui e gli altri UAE hanno mancato tutti i tentativi di fuga, ma grazie al lavoro dei compagni e a una gran gamba il 29enne è poi riuscito a tornar davanti, a resistere all’attacco in salita di Mas e a regolare lo spagnolo allo sprint. Impeccabile.
Enric Mas (Movistar): Vero che nel finale avrebbe potuto correre un po’ meglio, dando magari meno cambi a Narváez (ma con il rischio, in quel caso, di far rientrare gli inseguitori), ma in ogni caso difficilmente oggi avrebbe potuto battere l’ecuadoriano. Lo spagnolo, in ripresa dopo una prima settimana che lo ha visto uscire di classifica, alla fine ha fatto tutto giusto, azzeccando i tempi per entrare nella fuga e attaccando sull’ultima salita di giornata, ma purtroppo per lui si è semplicemente ritrovato contro il corridore più in forma del momento. Comunque, un buon secondo dal quale ripartire.
Christian Scaroni (XDS Astana): Grande generosità e tanta sfortuna per il bresciano, che centra l’ennesima fuga e la quarta top-10 di questo Giro, ma che oggi può sicuramente avere dei rimpianti. Rimpianti dovuti alla caduta nella quale, non per colpa sua, resta coinvolto ai -40 dalla conclusione e che lo costringe a un lungo inseguimento agli altri fuggitivi quasi coronato dal successo all’inizio dell’ultima salita. Purtroppo per lui, quando ormai stava per riaccodarsi, Mas ha lanciato l’attacco decisivo e le sue speranze sono svanite, anche se difficilmente, viste le tante energie spese, avrebbe potuto giocarsi la vittoria. Senza caduta, però, le cose sarebbero state molto diverse.
Lidl-Trek: La formazione tedesca continua a provarci, ma continua a essere respinta. Anche oggi sono tra i più attivi nel cercare la fuga, soprattutto con Ciccone, che in realtà riesce anche a centrarla all’inizio, nella prima azione poi annullata dopo 30 chilometri. Restano invece fuori dalla seconda fuga e, assieme alla UAE, si impegnano per andare a chiudere, ma a differenza della compagine emiratina non riescono poi a inserire nessuno nel tentativo buono, con Ciccone e anche Sobrero ormai stanchi per i vari tentativi. La volontà c’è, manca il tempismo giusto.
EF Education-EasyPost: La squadra statunitense è una delle formazioni che contribuisce ad andare ad annullare la prima fuga, ma poi manca l’azione giusta, con il solo Van der Lee a provarci senza successo. Considerando che non hanno un vero uomo di classifica (anche se Beloki è vicino alla top-10) e neppure un velocista di punta, dovrebbero provare a mettersi in evidenza proprio con gli attacchi da lontano, ma finora si sono visti poco.
Warren Barguil (Team Picnic PostNL): Una volta sarebbe stato tra i grandi protagonisti in fughe e in giornate come questa, ma ormai da qualche anno fatica a trovare risultati. Oggi è riuscito comunque a centrare il nono posto (che, oltretutto, rappresenta fin il miglior piazzamento della sua squadra), ma ha quasi sempre inseguito e non è mai sembrato in grado di poter lottare per la vittoria di tappa.