Giro di Romandia 2026, questa volta vince Dorian Godon! 4°, Tadej Pogačar mantiene la Maglia Gialla

Altra volata ristretta al Giro di Romandia 2026, ma questa volta ha la meglio Dorian Godon. Battuto ieri da Tadej Pogačar, il campione francese della Ineos Grenadiers è stato oggi il più veloce sul traguardo di Orbe, regolando allo sprint un gruppo di una trentina di unità e centrando il bis dopo il successo ottenuto nel prologo. Il 29enne, alla quinta vittoria stagionale, si è messo alle spalle Finn Fisher-Black (Red Bull-Bora-hansgrohe) e Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), mentre lo sloveno della UAE Team Emirates XRG ha chiuso quarto, mantenendo ovviamente il simbolo del primato della corsa elvetica in una classifica generale che non cambia se non per l’uscita dalla top-10 di Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), giunto all’arrivo con un ritardo di 3’07”.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Appena superato il chilometro 0, tre corridori si lanciano subito all’attacco e a loro se ne riaccodano subito altri due. Si tratta di Patrick Konrad (Lidl-Trek), Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), Gil Gelders (Soudal Quick-Step), Robbe Dhondt e Henri-François Renard-Haquin (Team Picnic PostNL), sui quali, dopo un breve inseguimento, si riportano anche Vlad Van Mechelen (Bahrain Victorious), Rémi Cavagna (Groupama-FDJ United) e Dillon Corkery (Team Picnic PostNL). Questi otto approcciano con 15″ di vantaggio il primo breve GPM di giornata, Suchy, dove vengono tutti ripresi dal gruppo tranne Steinhauser e Gelders.

Su loro due rientra Marco Frigo (NSN Cycling Team), ma appena dopo lo scollinamento il gruppo va a riassorbire tutti quanti. Subito dopo, si avvantaggiano Damiano Caruso (Bahrain Victorious) e Josh Kench (Groupama-FDJ United), che riescono a prendere una ventina di secondi di margine su un plotone dal quale fuoriesce al contrattacco Steven Kruijwijk (Visma | Lease a Bike). Il neerlandese non fa tuttavia molta strada, ma una volta ripreso si muovono Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost) e Lorenzo Germani (Groupama-FDJ United), imitati poco più tardi da Sam Oomen (Lidl-Trek), Rémy Rochas (Groupama-FDJ United) e Steff Cras (Soudal Quick-Step).

I due drappelli di inseguitori raggiungono Caruso e Kench al comando e, dopo 30 chilometri dal via, questo tentativo riceve il via libera dal gruppo, che rallenta un po’ e concede rapidamente fino a 2’20” di vantaggio. La UAE Team Emirates XRG si mette comunque subito a controllare e il gap resta tale sia nel corso del primo circuito attorno a Orbe, sia durante il secondo. Poco prima del terzo passaggio sul traguardo per iniziare il terzo e ultimo anello, in fuga si verifica una caduta che vede finire a terra tutti quanti tranne Caruso e Kench, ma tutti ripartono abbastanza rapidamente (con l’eccezione di Rochas, costretto a cambiar bici) e il gruppetto di testa si ricompatta.

Sempre con un vantaggio attorno ai 2’15”, gli attaccanti superano il breve GPM di Oulens-sous-Échallens e approcciano poi la più lunga ascesa del Col Mollendruz, prima della quale Rochas perde definitivamente contatto. Con la UAE a condurre sempre le operazioni, il plotone si avvicina a 1’40” dai battistrada, tra i quali Caruso, rimasto per lo più a ruota sino a quel momento, accelera ai -38 dal traguardo e stacca tutti. Steinhauser e Cras riescono a non perdere molto e si mantengono tra i 15″ e i 20″ dal siciliano nel corso della scalata, mentre tutti gli altri vengono progressivamente riassorbiti dal gruppo, dove è la Red Bull-Bora-hansgrohe a cambiare ritmo.

Il lavoro prima di Daniel Felipe Martinez e poi di Primož Roglič provoca grande selezione e, tra gli uomini di classifica, a farne le spese è Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), che perde contatto e giungerà poi attardato al traguardo. Il plotone scollina comunque con un minuto di ritardo da Caruso, che a sua volta inizia la discesa con 25″ di margine su Steinhauser e Cras; lungo la picchiata, però, i due inseguitori si riavvicinano al siciliano e lo riprendono ai -17 dall’arrivo, ma anche il gruppo, sul quale rientra anche Dorian Godon (Ineos Grenadiers) assieme ad altri corridori, recupera terreno e si porta a soli 30″.

A quel punto, la Ineos Grenadiers si mette a disposizione del francese e guida l’inseguimento al terzetto di testa, dove nuovamente Caruso si mantiene a ruota degli altri due, dando qualche cambio solo nei chilometri finali. Non basta tuttavia per evitare il rientro del plotone, che va a chiudere sui fuggitivi a 2500 metri dall’arrivo. C’è tempo ancora per un tentativo di allungo di Pablo Castrillo (Movistar), chiuso da Felix Großschartner (UAE Team Emirates XRG), prima della volata conclusiva, lanciata dalla testa da Godon; il francese viene affiancato e, per un attimo, anche superato da Finn Fisher-Black (Red Bull-Bora-hansgrohe), ma negli ultimi metri fa valere il suo spunto migliore e va così a vincere, trionfando per la seconda volta in quattro giorni.

Risultato e Classifiche Tappa 3 Giro di Romandia 2026

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