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Analisi Favoriti Parigi-Roubaix 2019: Deceuninck squadra da battere, ma il pronostico è più aperto che mai

Manca il favorito inequivocabile a questa Parigi – Roubaix 2019. Se solitamente le altre corse del pavé riuscivano a delineare le gerarchie in maniera piuttosto chiara, quest’anno la situazione appare più fluida e meno rigida, con le varie prove svolte sinora che non hanno potuto dare indicazioni così precise. Alla vigilia della corsa in programma domenica 14 aprile restano infatti alcuni dubbi sulla forma o sulla tenuta di alcuni protagonisti annunciati, alcuni apparsi in calo dopo un ottimo inizio di primavera, altri forse ancora non entrati realmente nella condizione necessaria.

Il ventaglio di nomi è comunque come sempre di primissimo piano, fatta eccezione per qualche défaillance forzata per infortunio, per una delle corse più affascinanti e iconiche del ciclismo. Quella che tutti conoscono, anche al di fuori del mondo del pedale. L’albo d’oro di questa prova ti può consegnare alla storia, con un successo che vale una stagione e, a volte, anche una intera carriera. I big raramente si lasciano sfuggire l’occasione, ma non mancano le grandi sorprese, anche negli ultimi anni.

Albo d’oro recente Parigi – Roubaix

2008Belgio Tom BoonenSvizzera Fabian CancellaraItalia Alessandro Ballan
2009Belgio Tom BoonenItalia Filippo PozzatoNorvegia Thor Hushovd
2010Svizzera Fabian CancellaraNorvegia Thor HushovdSpagna Juan Antonio Flecha
2011Belgio Johan VansummerenSvizzera Fabian CancellaraPaesi Bassi Maarten Tjallingii
2012Belgio Tom BoonenFrancia Sébastien TurgotItalia Alessandro Ballan
2013Svizzera Fabian CancellaraBelgio Sep VanmarckePaesi Bassi Niki Terpstra
2014Paesi Bassi Niki TerpstraGermania John DegenkolbSvizzera Fabian Cancellara
2015Germania John DegenkolbRep. Ceca Zdeněk ŠtybarBelgio Greg Van Avermaet
2016Australia Mathew HaymanBelgio Tom BoonenRegno Unito Ian Stannard
2017Belgio Greg Van AvermaetRep. Ceca Zdeněk ŠtybarPaesi Bassi Sebastian Langeveld
2018Slovacchia Peter SaganSvizzera Silvan DillierPaesi Bassi Niki Terpstra

Favoriti Parigi – Roubaix 2019

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Malgrado il passaggio a vuoto domenica scorsa, Zdeněk Štybar appare come il più pericoloso, soprattutto per la possibilità in casa Deceuninck – QuickStep di far pesare la propria superiorità numerica. Il ceco ha dimostrato in questa primavera di meritare il ruolo di ultimo uomo dello squadrone belga e questa domenica potrebbe essere la sua grande occasione per salire finalmente sul gradino più alto dopo i due secondi posti ottenuti nel 2015 e 2017. Al suo fianco una selezione che avrà in Philippe Gilbert e Yves Lampaert le due alternative principali, senza sottovalutare l’ottimo Kasper Asgreen, che al Fiandre ha salvato la baracca con un imprevedibile secondo posto. Il quarto uomo potrebbe essere un altro giovane, Florian Sénéchal, che ha dalla sua anche un discreto spunto veloce da poter sfruttare in caso di arrivo in un gruppetto.

A sfidare la corazzata di Patrick Lefevere sono ovviamente in tanti, con numerosi contendenti che appaiono sostanzialmente sullo stesso livello per quanto mostrato sinora. Fra questi spiccano probabilmente Wout van Aert (Jumbo-Visma) e Greg Van Avermaet (CCC Team), che in queste settimane hanno dimostrato un bel colpo di pedale, facendosi trovare sempre protagonisti sul pavé. Il crossista ha anche una ottima squadra in suo supporto, con Timo Roosen e Mike Teunissen che possono dargli una mano importante in momenti chiave, mentre il campione olimpico appare più isolato, ma è una condizione che sa gestire e che in passato non gli ha impedito di imporsi nel velodromo. Entrambi tra i più brillanti in questa primavera, appaiono motivati e convinti dei propri mezzi, con concrete possibilità di farcela giocando bene le proprie carte.

In grande forma è anche Oliver Naesen (Ag2r La Mondiale), che mai come in questa primavera ha dimostrato di potersela giocare con i migliori, sfiorando successi di grande prestigio. Debilitato da una caduta in vista del Fiandre, bisognerà capire le sue condizioni concrete, ma potrebbe aver avuto il tempo di riprendersi ritrovando il colpo di pedale necessario per fare la differenza. Chi invece quest’anno sembra non aver ancora trovato la sua consueta potenza è il campione uscente Peter Sagan (Bora-hansgrohe), comunque spesso non lontano dai migliori, ma in sofferenza nei momenti decisivi. Discorso invece opposto per Alexander Kristoff (UAE Team Emirates), che invece in queste settimane ha ritrovato una brillantezza che da qualche anno non gli si vedeva su queste strade, nelle quali comunque riusciva a piazzarsi con tenacia e grinta. Corridore capace di soffrire come pochi, il norvegese soffre maggiormente questa corsa di maggiore forza, ma ha grande senso tattico e conoscenza di sé stesso per riuscire ad ovviare con l’esperienza nei momenti di sofferenza. Con il suo spunto veloce e la sua grande resistenza, è un corridore che nessuno vorrà portarsi appresso.

Un altro con cui nessuno vorrà arrivare allo sprint è John Degenkolb, una delle numerose opzioni di una Trek – Segafredo a più sfaccettature. Nella formazione statunitense troviamo infatti anche Mads Pedersen, Jasper Stuyven ed Edward Theuns, tutti corridori che possono giocare un ruolo importante in corsa andando a caccia di un risultato in prima persona. Quarto nel 2017, quinto lo scorso anno, Stuyven potrebbe rappresentare l’uomo migliore per giocare d’attacco, tenendo più coperto il tedesco, per rispondere alle azioni degli avversari. La compagine americana appare così una delle più attrezzate per poter provare a far vacillare le tattiche della Deceuninck.

Veloci, ma capaci di superare bene le pietre sono anche corridori come Arnaud Démare (Groupama-FDJ), che da anni rincorre questa corsa così adatta a lui che parte dal giardino di casa sua trovando spesso la sfortuna sulla sua strada, il nostro Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), che vorrà provare a riscattare la delusione al Fiandre ritrovando prestazioni ai massimi livelli, Edvald Boasson Hagen (Dimension Data), apparso in crescita allo Scheldeprijs, e l’esperto André Greipel (Arkéa-Samsic), per la prima volta al via della Roubaix con i gradi di capitano. Fernando Gaviria (UAE Team Emirates) e Danny Van Poppel (Jumbo-Visma) sono altri che nessuno vorrà portarsi appresso, ma per loro non sarà semplice tenere nei tratti più impegnativi, anche considerando che in squadra hanno corridori più quotati, per i quali la squadra lavorerà maggiormente.

Più soluzioni invece anche in casa Lotto Soudal, che ha chiaramente in Tiesj Benoot l’uomo più atteso, ma che può contare anche su un Jens Keukeleire in ottima forma per cercare di proporsi il più possibile davanti. Due scelte anche per la Education First di Sebastian Langeveld e Sep Vanmarcke. Il belga sarebbe il capitano naturale e sulla carta uno degli uomini più pericolosi, ma le sue condizioni non appaiono delle migliori. Come già mostrato al Giro delle Fiandre in cui si è sacrificato per il successo di Alberto Bettiol, potrebbe dunque correre in maniera diversa sapendo di non avere le gambe per seguire i big nei momenti chiave. A quel punto il corridore neerlandese potrebbe correre maggiormente di rimessa per cercare di migliorare il terzo posto di due anni fa. O viceversa, ma con una tattica simile.

Non mancano le opzioni anche tra i corridori del Team Sky. Priva di un uomo di riferimento assoluto, la formazione britannica si presenta con Luke Rowe come prima opzione, visto quanto emerso sinora, ma con alternative interessanti in Gianni Moscon, Ian Stannard e Dylan Van Baarle. L’italiano sembra ancora rincorrere la condizione dopo la doppia caduta all’UAE Tour, mentre l’esperto britannico si è visto sinora poco, con il solo neerlandese più attivo nelle ultime prove. Ma possono provare a creare azioni dalla media distanza o in contropiede per rendersi pericolosi.

D’altronde, la storia anche recente dell’Inferno del Nord vede nomi inattesi vincere o comunque ottenere risultati alla vigilia poco preventivabili. Come dimostrano Stuart O’Grady (2007), Johan Vansummeren (2011) e Mathew Hayman (2016), riusciti a vincere beffando i big, oppure anche ottimi secondi posti come quelli di Sebastien Turgot (2012) e Silvan Dillier giusto l’anno scorso, non bisogna darsi per vinti in partenza e vale la pena provarci sempre in questa corsa dal gusto così retrò.

Tra gli outsider più interessanti, corridori esperti come Heinrich Haussler (Bahrain-Merida), Taylor Phinney (Education First), Lars Boom (Roompot-Charles) e Jurgen Roelandts (Movistar) così come corridori in crescita come Silvan Dillier (Ag2r La Mondiale), che lo scorso anno ha dimostrato di poter puntare su questa corsa nel suo futuro, Stefan Kung (Groupama-FDJ) e Jasper Philipsen (UAE Team Emirates), seconde linee che potrebbero approfittare di scenari tattici favorevoli per sorprendere i big. Con loro in eventuali azioni di contropiede anche uomini come Christophe Laporte (Cofidis), Ivan Garcia Cortina (Bahrain-Merida), Julien Vermote (Dimension Data), Jack Bauer (Mitchelton-Scott), Jasha Sutterlin (Movistar) o Damien Gaudin e Adrien Petit (Total Direct Energie), che proveranno a non far rimpiangere troppo la pesante assenza di Niki Terpstra.

Tra coloro che possono cercare di sorprendere anche Nils Politt (Katusha-Alpecin), Magnus Cort Nielsen e Davide Ballerini (Astana), senza dimenticare un corridore poliedrico come Matej Mohoric (Bahrain-Merida), che in questa sua prima esperienza sul pavé sta mostrando di avere la determinazione e il coraggio necessari. Sovvertire i pronostici in una corsa così dura e complicata non è mai semplice, ma il fascino di questa corsa è anche nel fatto che le possibilità, per quanto piccole, ci sono eccome.

Borsino dei Favoriti Parigi – Roubaix 2019

***** Zdeněk Štybar
**** Wout Van Aert, Greg Van Avermaet
*** Alexander Kristoff, Oliver Naesen, Peter Sagan
** Tiesj Benoot, John Degenkolb, Yves Lampaert, Sebastian Langeveld
* Arnaud Démare, Philippe Gilbert, Jasper Stuyven, Matteo Trentin, Sep Vanmarcke

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