Mondiali Montréal 2026, Michael Matthews d’argento: “La mia carriera era finita, per me è una vittoria”
È una medaglia d’argento speciale quella conquistata da Michael Matthews ai Mondiali Montréal 2026. L’australiano ha corso con grande acume tattico sul difficile circuito canadese, rimanendo sempre attento nel gruppo inseguitori e senza spendere energie nel tentativo di rispondere ai tanti attacchi portati nei diversi giri. Alla fine, il suo attendismo gli ha permesso di avere la gamba giusta per vincere lo sprint del gruppo inseguitori, valido per la seconda posizione alle spalle dell’ormai imprendibile Brandon McNulty. Un risultato di spessore, se si pensa che solo a inizio stagione l’australiano ha rotto entrambe le braccia in un incidente in allenamento e l’anno scorso aveva sofferto di un’embolia polmonare che ne ha messo a repentaglio l’intera carriera.
Intervistato ai nostri microfoni al termine della prova iridata, “Bling” ha raccontato le emozioni di questo secondo posto: “Non è solo il modo in cui ho corso oggi, è quello che ho passato negli ultimi due anni: prima l’embolia polmonare, quando ho pensato che la mia carriera fosse finita, poi ho rotto entrambe le mie braccia a inizio anno. Ora sono tornato ed essere secondo ai Mondiali è qualcosa che mi lascia senza parole. Stamattina ho detto a mia moglie: ‘Voglio solo dare tutto oggi ed essere fiero di come ho corso, rimanendo senza niente nel mio corpo’. È andata esattamente così. Quando ho tagliato il traguardo, mi sono messo le mani sulla testa, quasi incredulo”.
Michael Matthews ha poi voluto ricordare chi gli è stato vicino nei momenti più difficili: “Onestamente, devo ringraziare la mia famiglia e il mio team, tutti quelli che ho intorno a me che non hanno mai smesso di credere che questo sarebbe potuto succedere. Devo tutto loro. Mia moglie è stata fantastica quando mi sono rotto le braccia, era di fianco a me tutto il giorno, mi aiutava a vestirmi, mi teneva motivato dicendomi che sarebbero ancora arrivate grandi cose nella mia carriera. Ora è lì fuori a fare il tifo per me, mi è stata accanto di fronte a tutto questo. Non posso ringraziarla abbastanza. Questo argento è suo tanto quanto mio“.
Infine, l’australiano riconosce che potrebbe aver appena perso l’ultima chance di indossare la maglia iridata, ma chiarisce: “Probabilmente questa era la mia ultima opportunità di diventare campione del mondo, quindi ovviamente ho sensazioni contrastanti. Allo stesso tempo però sono fiero di come sono tornato. Arrivare secondo in un circuito che molti hanno definito fuori dalla mia portata, mostrare a tutti che sono ancora lì con i migliori al mondo dopo tutto ciò che ho passato, onestamente mi sembra una vittoria. Forse tra qualche giorno realizzerò che sono stato molto vicino a diventare campione del mondo, forse la penserò diversamente, ma al momento mi sento benissimo. Secondo o primo, per me è una vittoria“.
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