Mondiali Montréal 2026, le accuse di Marlen Reusser: “Tante hanno corso per il secondo posto, mi sembrava di essere circondata da compagne di squadra di Vollering”
Dopo l’oro nella cronometro, Marlen Reusser ha sperato di poter aggiungere un altro risultato di enorme prestigio alla sua spedizione ai Mondiali di Montréal 2026. L’atleta della Svizzera era infatti nel cuore dell’azione nei momenti cruciali della gara, vinta poi dalla neerlandese Demi Vollering, ma ha dovuto accontentarsi di quel quarto posto che spesso viene vissuto come una delusione. E così l’ha vissuta anche Reusser, che negli ultimi metri ha provato a rientrare su Vollering, oltre che su Kasia Niewiadoma-Phinney (Polonia, poi seconda) e su Elisa Longo Borghini (Italia, terza), non riuscendoci.
“Questo quarto posto mi fa sentire come se avessi pagato io il biglietto perché ci fosse una gara per il primo posto – le parole di Reusser raccolte dai nostri inviati a Montréal – Ho avuto la sensazione di essere l’unica a voler cercare davvero la vittoria, a parte Vollering. Poi, in uno dei momenti cruciali ero senza gel e ho perso tempo per andare a rifornirmi, quindi ho perso l’attimo giusto”.
Reusser aggiunge: “Già quella è stata una cosa stupida. Poi, però, mi sono comunque detta di provare a dare tutto quel che avevo per vincere e mi sono sentita come se avessi un sacco di compagne di squadra di Vollering attorno, tutte che correvano per il secondo posto. È passato poco dalla fine della gara e magari dovrò riguardarla a mente fredda, ma in questo momento penso proprio che tante hanno corso per il secondo posto”.
La svizzera descrive il suo punto di vista: “Se c’è una come Vollering all’attacco, non è che puoi fare un piccolo turno davanti. O tiri o la corsa è finita. Io penso di aver dimostrato determinazione nei momenti in cui tiravo, cosa che molte delle altre non hanno fatto. Certo, c’era Puck (Pieterse – ndr), che è della stessa Nazionale di Demi e quindi per lei la cosa aveva senso. Tutte le altre avevano un gran bel motivo per tirare forte, ma non lo facevano. Se non avessi tirato nemmeno io, dietro Vollering non sarebbe successo più niente”
Nel finale, però, Reusser ha comunque visto da vicinissimo la zona podio: “Sì, sapevo di dover buttare sui pedali tutto quel che avevo in quella salita verso il traguardo, sperando che davanti si guardassero un po’ – ricorda l’elvetica – Poi, però, quando iniziato la volata, non ne avevo più. Sono fiera di quel che ho fatto? No, non proprio, se devo essere sincera. Ho 35 anni e non avrò altre 10 possibilità come questa. Era una grande opportunità e non l’ho centrata”.
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