Mondiali Montréal 2026, la Nuova Zelanda non finanzia i propri corridori, Finn Fisher-Black: “Una dinamica strana, paghiamo tutto noi per esserci”
Ai Mondiali Montréal 2026 i corridori della Nuova Zelanda dovranno autofinanziarsi per poter essere al via. Questa è una delle condizioni fondamentali imposte dalla federazione per poter essere selezionati, ma non si tratta di una novità, visto che questa politica era già stata adottata negli ultimi anni. A spiegare questa situazione particolare, è stato Finn Fisher-Black, corridore della Red Bull-Bora-Hansgrohe che sarà uno dei più quotati della selezione neozelandese, arrivando da un’ottima Vuelta a España, in cui ha centrato diverse top10 oltre che supportare il proprio capitano Primož Roglič. Al suo fianco ci saranno anche corridori di livello come Corbin Strong, Ben Oliver, Laurence Pithie, George Bennett e Josh Kench, ma le dinamiche di squadra saranno molto diverse rispetto alle altre nazionali.
“È una dinamica strana per la Nuova Zelanda – il commento di Fisher-Black in un’intervista a Cyclingnews – Dato che non riceviamo finanziamenti dalla federazione, paghiamo tutto noi per esserci, quindi si crea una situazione singolare in cui, in un certo senso, ognuno vorrebbe fare la propria gara. Tuttavia, siamo tutti molto amici, quindi probabilmente cercheremo di tenerci d’occhio a vicenda durante la corsa, provando ad arrivare in finale con più atleti per poi valutare come muoverci”.
La motivazione di questa scelta è dovuta alla mancanza di fondi per il ciclismo su strada: “È successo qualche anno fa: praticamente hanno tagliato i fondi proprio quando ho iniziato a partecipare ai Mondiali nella categoria élite. È una questione di struttura della federazione: danno priorità alla pista, mentre per la strada non ci sono finanziamenti. Facciamo quel che possiamo; mia sorella Niamh è arrivata seconda l’anno scorso, quindi verrebbe da pensare che qualcosa sia cambiato, ma per il momento la situazione è la stessa. Dobbiamo fare così, e abbiamo la fortuna di ricevere molto sostegno dalle nostre squadre per il resto dell’anno”.
Nonostante questa situazione Fisher-Black resta focalizzato sull’aspetto agonistico, in cui sottolinea che “puntiamo a fare una bella gara. Avremo una squadra forte”. In particolare il 24enne ritiene di essere uscito con una buona condizione dalla Vuelta e quindi di potersi giocare bene le sue carte: “Mi piacerebbe molto lottare per la top10. Sarebbe bello essere lì a giocarmela nel finale”.
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