Mondiali Montréal 2026, con il bronzo in Canada Mathieu van der Poel arriva all’incredibile quota di 20 medaglie iridate (in 4 specialità)

Non è arrivata la maglia più bella da indossare, ma Mathieu van der Poel ha di che essere soddisfatto al termine dei Mondiali di Montréal 2026. Su un percorso che pareva, almeno alla vigilia, troppo duro per lui, il campione neerlandese si è confermato, caso mai servisse ancora, un corridore fenomenale. È stato lui a far saltare diverse strategie con un attacco molto lontano dal traguardo ed è stato sempre lui a recitare da protagonista in un finale a dir poco convulso, riuscendo a resistere agli attacchi di corridori più scalatori di lui e arrivando a centimetri dal secondo posto. Il terzo, comunque, rimane un posizionamento notevole, dato che consente al neerlandese di entrare anche nell’ennesima foto-premiazione della sua carriera.

Nel caso di Van der Poel, peraltro, “ennesima” non è un aggettivo da usare sul piano retorico. Con questo bronzo, VDP, a 31 anni, è arrivato a quota 20 medaglie iridate conquistate in carriera. Il numero, che comprende anche l’attività giovanile, è semplicemente eccezionale, se si pensa che il neerlandese lo ha messo insieme in quattro specialità diverse.

Restando sulla strada, Van der Poel ha vinto il Mondiale élite di Glasgow 2023 e quello Junior di Firenze 2013, aggiungendoci appunto il bronzo di Montréal 2026 e quello di Zurigo 2024. Il grosso del contenuto del forziere di casa VDP arriva comunque dal ciclocross, dove le maglie iridate sono già 10 (8 da senior e due da giovane); a queste si aggiungono anche un secondo posto élite (Bieles 2017) e due bronzi, uno fra i “grandi” e uno a livello Junior.

Che Van der Poel sia poliedrico non è una novità. Lo testimoniano comunque la vittoria del Mondiale di Gravel di Leuven 2024, il bronzo nella stessa specialità a Veneto 2022, e pure il terzo posto conseguito al Mondiale di Mountain Bike di Lenzerheide 2018. Visto quel che è stato recentemente capace di fare, c’è da star sicuri che quel numero continuerà a crescere nei prossimi anni, anche se recentemente il neerlandese aveva iniziato a valutare un possibile “allentamento” della sua costanza sullo scenario del ciclocross, il più florido per lui. 

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