Analisi Percorso Giro d’Italia 2022: poca cronometro e tanta salita esalteranno le qualità degli scalatori

Tutto pronto per il Giro d’Italia 2022. La Corsa Rosa è ormai alle porte e come sempre è uno degli eventi più attesi da parte dei tifosi italiani che sono pronti a riversarsi sulle strade del nostro Bel Paese per applaudire i corridori. Dopo la partenza da Budapest venerdì 6 maggio, la carovana arriverà in Italia martedì 10: ripartendo dalla Sicilia, si risalirà tutto lo Stivale fino all’arco alpino, dove le montagne daranno ancora una volta spettacolo, prima della festa finale nell’Arena di Verona domenica 29 maggio. Due cronometro e tante salite rendono il percorso molto appetibile per gli scalatori e serviranno a decidere chi sarà il prossimo ad inscrivere il suo nome sul Trofeo Senza Fine dopo Egan Bernal.

Percorso del Giro d’Italia 2022

Già i primi tre giorni in Ungheria non saranno per nulla scontati. La prima frazione, infatti, lunga 195 chilometri, condurrà i corridori da Budapest Visegrád: l’arrivo sarà posto in cima ad una piccola salitella che non metterà certo in difficoltà gli uomini di classifica, ma che potrebbe rivelarsi indigesta per i velocisti. Il primo scossone alla classifica generale lo darà il giorno dopo la cronometro di 9,2 chilometri da percorrere tra le strade di Budapest. Più semplice, invece, la terza tappa: i 201 chilometri da Kaposvár Balatonfüred sono praticamente tutti pianeggianti e dovrebbero vedere il primo scontro tra i velocisti.

Dopo il primo giorno di riposo, che servirà alla corsa per trasferirsi dall’Ungheria in Sicilia, ci sarà il primo vero e proprio arrivo in salita. La quarta frazione, infatti, con partenza da Avola, si concluderà dopo 172 chilometri sull’Etna, al Rifugio Sapienza, dove si arriverà non dal versante classico catanese, ma da quello dell’Osservatorio Astrofisico (in parte affrontato al Giro 2018). Il giorno successivo la corsa celebrerà Vincenzo Nibali con l’arrivo nella sua Messina. I 174 chilometri da Catania alla città che dà il nome allo stretto sembrano adatti ai velocisti, anche se dovranno superare indenni la salita di Portella Mandrazzi, affrontata però lontano dall’arrivo. Gli sprinter saranno poi protagonisti anche il giorno dopo nella Palmi – Scalea, frazione di 192 chilometri senza particolari difficoltà altimetriche se non un breve GPM nella prima parte.

Molto insidiosa, invece, la tappa del giorno successivo. Nei 196 chilometri da Diamante Potenza, infatti, i corridori dovranno superare ben 4510 metri di dislivello in un percorso che, a parte i primi chilometri, alternerà continuamente tratti di salita (compreso il GPM di prima categoria di Monte Sirino) a tratti di discesa. Questa sembra una giornata perfetta per le fughe, ma attenzione: qualcuno potrebbe studiare qualche imboscata, soprattutto se il meteo dovesse essere inclemente. Il secondo weekend di gara si aprirà invece con una spettacolare tappa di 153 chilometri con Napoli protagonista, all’insegna di Procida Capitale Italiana della Cultura. I corridori partiranno e arriveranno sul celebre Lungomare Caracciolo affrontando per quattro volte un circuito comprendente il Monte di Procida, dove si trova un promontorio prospiciente appunto l’isola di Procida, e un altro breve strappo verso il Lago Lucrino, prima di uscire dal circuito e tornare verso la città partenopea. Un tracciato abbastanza nervoso, dove potrebbe essere protagonista una fuga ma dove gli uomini di classifica dovranno fare attenzione.

Dopo il mare arriverà subito la montagna, con la Isernia – Blockhaus, 191 chilometri quasi totalmente in Abruzzo con passaggi da Roccaraso e, soprattutto, da Passo Lanciano prima dell’ascesa finale verso il Blockhaus, cima della Maiella, il cui ultimo passaggio risale al 2017 con il successo di Nairo Quintana. La risalita dello stivale, dopo il secondo giorno di riposo, proseguirà con un’insidiosa Pescara – Jesi (196 km) che, dopo 100 chilometri del tutto pianeggianti, esplorerà l’entroterra ricco di brevi salite che potrebbero movimentare la corsa anche tra i big. 203 chilometri di sola pianura poi per la Parmigiano Reggiano Food Stage da Santarcangelo di Romagna a Reggio Emilia, classica tappa ultra-facile che nella gestione della fuga di giornata ci dirà lo stato di salute del gruppo.

Appena ripreso fiato, gli Appennini torneranno subito protagonisti con la Parma – Genova, che porterà il gruppo fino al mare della Liguria attraverso il Passo del Bocco, a undici anni dalla tragica scomparsa di Wouter Weylandt. Affrontate alcune difficoltà dell’entroterra, l’arrivo sarà quindi posto dopo 204 chilometri nella centralissima via XX Settembre a Genova, epilogo delle ultime edizioni del Giro dell’Appennino, dopo un transito sul nuovo Ponte San Giorgio, per una giornata che sembra strizzare l’occhio ai fuggitivi. Dalla Liguria si passerà quindi al Piemonte con la Sanremo – Cuneo, che ricalcherà in parte (ma al contrario) un tratto del percorso della particolarissima Milano-Sanremo 2020 passando dal Colle di Nava, che sarà però l’unica salita di questa tappa. Gli ultimi 100 chilometri saranno infatti pianeggianti, dunque possiamo aspettarci un nuovo scontro tra i velocisti.

Sicuramente più dura sarà, il giorno seguente, la Santena – Torino, tappa breve (solo 147 chilometri) ma molto movimentata, con 3000 metri di dislivello che non daranno un attimo di respiro al gruppo. Saranno infatti cinque i GPM da scalare, quattro dei quali all’interno del circuito finale (da percorrere per due volte), dove si affronteranno la salita di Superga dal versante Bric del Duca e il Colle della Maddalena, scollinato l’ultima volta a dodici chilometri dal traguardo, tutti in discesa a parte il breve strappo del Parco del Nobile a 4500 metri dall’arrivo. Potrebbe già esserci in questa giornata qualche movimento tra i big della generale, che però nella frazione successiva concluderanno la seconda settimana con un nuovo arrivo in salita a Cogne, 178 chilometri dopo la partenza a Rivarolo Canavese. La lunga ascesa finale di 22 chilometri, inedita per il Giro, non sarà particolarmente impegnativa se non nel primo tratto, ma i due GPM precedenti, quello di Pila-Les Fleurs e quello di Verrogne, presenteranno pendenze più toste, che potrebbero invogliare qualche squadra a fare corsa dura.

Il terzo giorno di riposo introdurrà alla dura settimana finale, che si aprirà con un tappone alpino di 5000 metri di dislivello da Salò ad Aprica che potrà già dare molte risposte in chiave classifica generale. Tre i GPM da scalare, a partire da Goletto di Cadino (che sfiora i 2000 metri) e proseguendo poi con il mitico Passo del Mortirolo, sulle cui dure pendenze si potrà già fare un’importante selezione. In cima mancheranno però ancora più di 70 chilometri alla conclusione, lungo i quali si affronteranno ancora una breve ascesa verso Teglio e la salita finale del Valico di Santa Cristina, che proporrà una pendenza media dell’8% e che sarà scollinata a soli sei chilometri dal traguardo. Altra frazione potenzialmente decisiva sarà quella del giorno seguente, la Ponte di Legno – Lavarone, nonostante anche qui non sia presente un vero e proprio arrivo in salita. Negli ultimi 45 chilometri, però, i GPM del Passo del Vetriolo e di Monterovere, quest’ultimo a soli otto chilometri dalla conclusione, vedranno di sicuro i big della generale darsi battaglia, e potrebbero quindi registrarsi cambiamenti importanti in classifica.

I velocisti che saranno sopravvissuti a tutte queste salite avranno un’ultima possibilità di alzare le braccia al cielo nella Borgo Valsugana – Treviso, che spezzerà la settimana a metà dando la possibilità a molti di tirare un po’ il fiato in vista del gran finale. Si inizierà con la Marano Lagunare – Santuario di Castelmonte, tappa che prevedrà anche uno sconfinamento in Slovenia ma, soprattutto, quattro GPM. I primi due, Villanova Grotte e Passo di Tanamea, saranno piuttosto brevi e lontani dal traguardo, ma a 50 chilometri dall’arrivo sarà l’inedita ascesa di Kolovrat, piuttosto dura vista la pendenza media del 9,2%, ad accendere le micce. Allo scollinamento si rientrerà in Italia puntando verso Cividale del Friuli, dove la strada tornerà a salire per gli ultimi sette chilometri con pendenze anche in questo caso parecchio interessanti, che potranno fare la differenza tra gli scalatori più abili.

La tappa decisiva di questo Giro d’Italia sarà però la numero 20, che scatterà da Belluno proponendo 4500 metri di dislivello in 168 chilometri. Dopo un tratto iniziale più semplice, la prima asperità di giornata sarà rappresentata dal lungo Passo San Pellegrino, la cui cima verrà raggiunta 82 chilometri dopo la partenza. Seguirà una picchiata verso Moena, dove la strada inizierà già a salire in maniera leggera per una ventina di chilometri prima del vero e proprio GPM del Passo Pordoi, che con i suoi 2239 metri sarà la Cima Coppi di questa edizione della Corsa Rosa. Dalla vetta e per i successivi 30 chilometri sarà quasi tutta discesa, ma ai -14 dalla conclusione inizierà l’ascesa finale del Passo Fedaia, che con una pendenza media del 7,8% e punte del 18% sarà la salita più dura affrontata in questa giornata, dove coloro che lotteranno per la Maglia Rosa avranno la possibilità di sparare le ultime cartucce.

Se però la classifica generale dovesse essere ancora in bilico, ci penserà la cronometro conclusiva di Verona a dare il verdetto definitivo. La città veneta, che ospiterà la tappa finale del Giro per la quinta volta (l’ultima, nel 2019, vide Richard Carapaz vestirsi di rosa), vedrà i corridori percorrere 17,4 chilometri contro il tempo, ricalcando il circuito delle Torricelle dei Mondiali (ma in senso antiorario) e proponendo la salita di Torricella Massimiliana a metà tracciato. La prova si concluderà quindi davanti all’Arena, in Piazza Bra, dove sul Trofeo Senza Fine verrà inciso il nome del vincitore di questa edizione della Corsa Rosa.

Tappe Giro d’Italia 2022

# TIPO GIORNO TAPPA KM PARTENZA ARRIVO
1 Pianura Venerdì 6 Budapest – Visegrád 195 12:20 17:00-17:26
2 Cronometro Sabato 7 Budapest – Budapest 9,2 14:00 17:09
3 Pianura Domenica 8 Kaposvár – Balatonfüred 201 12:25 17:03-17:28
Riposo Lunedì 9
4 Montagna Martedì 10 Avola – Etna-Nicolosi (Rif. Sapienza) 172 12:25 16:58-17:31
5 Pianura Mercoledì 11 Catania – Messina 174 11:30 15:47-16:14
6 Pianura Giovedì 12 Palmi – Scalea (Riviera dei Cedri) 192 12:35 17:00-17:24
7 Collina Venerdì 13 Diamante – Potenza 196 11:40 16:55-17:33
8 Collina Sabato 14 Napoli – Napoli 153 13:35 17:03-17:25
9 Montagna Domenica 15 Isernia – Blockhaus 191 11:35 16:53-17:36
Riposo Lunedì 16
10 Collina Martedì 17
Pescara – Jesi
196 12:20 17:01-17:27
11 Pianura Mercoledì 18 Santarcangelo di Romagna – Reggio Emilia 203 12:20 17:01-17:27
12 Collina Giovedì 19
Parma – Genova
204 11:50 16:55-17:28
13 Pianura Venerdì 20 Sanremo – Cuneo 150 13:20 17:04-17:27
14 Collina Sabato 21 Santena – Torino 147 13:00 17:00-17:30
15 Montagna Domenica 22
Rivarolo Canavese – Cogne
178 12:15 16:57-17:31
Riposo Lunedì 23
16 Montagna Martedì 24 Salò – Aprica 202 11:00 16:49-17:38
17 Montagna Mercoledì 25 Ponte di Legno – Lavarone 168 12:30 16:56-17:31
18 Pianura Giovedì 26 Borgo Valsugana – Treviso 152 13:40 17:04-17:22
19 Collina Venerdì 27
Marano Lagunare – Santuario di Castelmonte
177 12:10 16:57-17:32
20 Montagna Sabato 28 Belluno – Marmolada (Passo Fedaia) 168 12:15 16:55-17:33
21 Cronometro Domenica 29 Verona (Cronometro delle Colline Veronesi) 17,4 13:55 17:10
Totale: 3445,6

Altimetrie Giro d’Italia 2022

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