Giro d’Italia, Vegni riflette sul futuro: “Posticipare una settimana e cambiare format TV”

Mauro Vegni prospetta interessanti novità per il futuro del Giro d’Italia. Il direttore della Corsa Rosa interviene a tutto tondo sulla sua creatura, ipotizzando alcuni scenari futuri sui quali vorrebbe lavorare. Tra questi spicca l’idea di spostare la data della corsa, posticipandola di almeno una settimana. Un cambiamento frutto delle difficili condizioni meteo sulle grandi salite alpine che, negli ultimi anni in particolare, hanno messo a dura prova RCS Sport, costretta in più di un’occasione a correre ai ripari.

“Non solo la tappa dello Stelvio, ma tutta l’ultima settimana è un problema per come è cambiato il clima degli ultimi 10/15 anni – ha dichiarato Vegni a The Cycling Podcast – Credo che sarà il motivo per il quale chiederò all’UCI la possibilità di spostare di almeno una settimana il Giro per sperare che la prima settimana di Giugno si possa provare a non restare svegli tutta la notte”.

Una variazione che potrebbe per certi versi anche facilitare una eventuale accoppiata con il Tour de France (avvicinando le due corse, come la Grande Boucle alla Vuelta a España), attirando così ancor più corridori al via. Vegni infatti sogna un ciclismo più frizzante e divertente, capace di appassionare e non annoiare il pubblico. L’incontro con il patron dei rivali francesi Christian Prudhomme di qualche settimana fa va proprio in questa direzione. I due manager concordano sul provare a cambiare l’approccio “poco spettacolare” delle squadre alle loro corse; lo stesso Vegni ritiene, al contrario delle radioline, molto dannoso l’utilizzo in gara dei ciclocomputer, capaci di immobilizzare la corsa e far perdere la reale essenza del ciclismo fatto di sensazioni e tanto cuore.

Il dirigente laziale inoltre si pone controcorrente con quella che sembra essere l’attuale tendenza riguardo il format televisivo. Se gli ultimi anni vedono le dirette televisive sempre più lunghe, con ASO che punta sulle dirette integrali di ogni tappa, mentre la Corsa Rosa propone al momento le grandi tappe di montagna. Se alcuni si auspicano che anche la corsa italiana possa seguire le orme del Tour, Vegni non sembra dello stesso parere. “Non gradisco le dirette TV lunghe, annoiano la gente“, commenta in merito, spiegando di guardare “gli ultimi 20/30 chilometri, il resto è noia”.

5 Commenti

  1. Prima cosa, io non mi annoio affatto a guardare tutta la tappa! Seconda cosa, se dice di voler apportare dei cambiamenti per rendere le tappe più interessanti e meno studiate a tavolino o con gli atleti che “dosano” le energie allora come si concilia questo col suggerimento di guardare soltanto gli ultimi km?! Mi sembra che si contraddica da solo… Perfettamente d’accordo invece col cambio di data, pregustare certi tapponi e poi vederli “monchi” è abbastanza frustrante…

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