I Volti Nuovi del Gruppo, Matteo Regnanti: “L’obiettivo di squadra è tornare tra le 30 nel ranking UCI. Il roster è un po’ più internazionale”

Tocca a Matteo Regnanti fare il grande salto nel professionismo. Dopo tre anni con il Team Hopplà, dove ha ottenuto diverse vittorie tra gli Under23, il classe 2001 ha firmato con la Solution Tech NIPPO Rali, squadra italiana con licenza Professional. Cambia la categoria, non troppo la geografia ciclistica del corridore toscano, che approda in un team con sede a Montecatini Terme, non troppo lontana dalla sua Figline Valdarno. A 24 anni, il passaggio tra i pro’ gli permetterà di confrontarsi in una realtà più grande, con l’obiettivo di mettersi a disposizione della squadra e conquistare punti preziosi nella classifica UCI. La redazione di SpazioCiclismo ha intervistato Matteo Regnanti per la rubrica I Volti Nuovi Del Gruppo, dove diamo spazio a tutti i neoprofessionisti italiani.
Descriviti ai nostri lettori. Che tipo di corridore sei?
Sono un corridore abbastanza completo, ma mi contraddistinguo soprattutto nelle corse vallonate e un po’ più dure. Mi piacciono questo tipo di corse, in cui c’è più selezione e riesco a fare un po’ più la differenza.
A che età a iniziato a correre?
Abbastanza da piccolo, avevo 8 o 9 anni.
Chi era il tuo idolo, quando hai iniziato?
Ai tempi c’era la Liquigas che andava molto forte, quindi tifavo prima Basso e poi Nibali.
Nella tua carriera hai già vinto tanto da dilettante. Qual è la vittoria a cui sei più legato finora?
Penso il Città di Empoli, che ho corso nei primi anni da Under nella Maltinti, che è praticamente dove arriva la corsa. Conoscevo bene il percorso e le strade. Per di più la squadra in cui correvo era di quelle zone, quindi mi ha fatto molto piacere vincere.
Dopo qualche anno alla Hopplà, dove sei stato protagonista, arrivi in una squadra toscana. Questo ti motiva ancora di più?
Sicuramente mi dà più fiducia e sicurezza. Avendo la sede a Montecatini Terme, che è vicino a casa mia, conosco già la zona e qualche “personaggio” che è in squadra. Questo mi dà più sicurezza per il futuro e facilita il mio lavoro. So che se avrò qualche problema, la squadra sarà vicina e mi aiuterà. Dopo l’attività da Under quindi continuo ancora in Toscana, come se fossi sempre a casa.
Hai già legato con qualcuno in particolare degli italiani in squadra?
Sì, parlando con i miei compagni durante il primo ritiro di squadra, a dicembre, in tanti mi hanno detto che il roster è un po’ più internazionale quest’anno. Conosco già qualcuno, soprattutto Nencini, che ha corso in Hopplà ed è toscano come me. Lo conosco da tanti anni, avendo un solo anno di distanza abbiamo fatto tante gare giovanili insieme. È bello ritrovarsi in squadra insieme.
Quest’anno la Solution Tech – Nippo – Rali ha fatto un ciclomercato importante. L’obiettivo, immagino, è tornare tra le prime 30 squadre nella classifica UCI.
Sì, la squadra è stata chiara fin da subito sugli obiettivi, tra cui appunto essere tra le prime 30 nella classifica UCI per poter ricevere l’invito per i Grand Tour, e in particolare il Giro d’Italia. Avere in squadra corridori importanti mi stimola a cercare di essere all’altezza, dimostrandolo in gara.
Quando ti alleni dalle tue parti in Toscana, con chi ti alleni più spesso?
Nelle ultime settimane mi sono incontrato spesso con il mio compagno di squadra Iacchi, che abita a meno di mezz’oretta in bici da me. Altrimenti con qualche ragazzo Under 23, compresi alcuni ex compagni della Hopplà. Spesso quando vado a fare qualche allenamento più lungo mi trovo anche con loro.
Cosa ti aspetti da questa prima stagione da professionista?
Nel primo anno da pro’ cambiano tante cose, quindi prima di tutto vorrei riuscire ad adattarmi bene a tutte le cose che cambiano: i trasferimenti sono più lunghi, le corse hanno un livello più alto, c’è più pressione. Voglio essere un buon compagno di squadra, essere parte integrante del gruppo. E poi mi piacerebbe partecipare a corse rilevanti per vedere a che livello sono e magari ottenere qualche risultato e punti per la squadra in qualche corsa minora.
Proviamo a sognare in grande. Se dovessi scegliere una corsa da vincere da pro’, quale sceglieresti?
Ora come ora mi verrebbe da dire solo grandi corse, se si tratta di sognare. Se devo dire una sola corsa, dico il mondiale. Sarebbe bellissimo. So che è sognare molto molto in grande. Mi piace che chi lo vince poi porta il simbolo per tutto l’anno. Sarebbe un sogno anche solo correre con la maglia della nazionale, figuriamoci anche vincere un mondiale. Mi accontenterei di molto meno per la mia carriera (ride, ndr).
Manda un messaggio ai giovani che stanno iniziando la loro avventura nel ciclismo.
Il messaggio è di non mollare mai. Già il ciclismo è uno sport in cui non mollare mai. Ci saranno tanti momenti brutti, sia sportivamente sia nella vita privata, ma bisogna sempre cercare di andare avanti e tirare fuori quello che si ha e dimostrare quanto si vale. Non bisogna pensare alle cose negative ma usarle in futuro per ripartire da quei momenti e andare alla ricerca dei momenti più belli.
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