Unibet Rose Rockets, il fondatore Bas Tietema: “Cresciuti molto, ora speriamo nei risultati – La WildCard per il Tour? Già che se ne parli, è un complimento”

Ne è passato parecchio di asfalto sotto le ruote della Unibet Rose Rockets. Nata quasi espressione personale di un ex corridore, Bas Tietema, peraltro protagonista di una carriera non propriamente esaltante, la squadra, partita dai Paesi Bassi e ora registrata come francese (principalmente per motivi di sponsorizzazioni), è ora una realtà di categoria Professional, considerata nel novero di quelle che potrebbero essere al via del prossimo Tour de France. L’organico è diventato di prim’ordine, almeno per la categoria, la struttura tecnica si è nettamente ampliata e, di conseguenza, sono cresciute anche le ambizioni.

Dal CicloMercato sono arrivati 15 corridori, fra cui atleti di spessore notevole come Dylan Groenewegen, Victor Lafay e Wout Poels, tutti già capaci di vincere ad altissimo livello. “Abbiamo fatto un enorme passo in avanti – le parole di Tietema raccolte da WielerFlits – Abbiamo aggiunto tanti corridori, ma anche un gran numero di persone nella struttura della squadra. Vedere quello che siamo stati in grado di fare in queste settimane e come ci siamo evoluti mi ha dato una bella sensazione, in vista della nuova stagione”.

La squadra cresce, ma di pari passo crescono anche le aspettative: “È stato così tutti gli anni – il pensiero dell’ex corridore neerlandese – E vale anche per i corridori. Di certo, vista la crescita e gli investimenti che sono stati fatti, fra squadra e organico, spero che arrivino anche i risultati. Ma sono pienamente convinto del fatto che andrà così, anche se servirà del tempo per rendersene effettivamente conto”.

Uno dei nomi di punta della Unibet Rose Rockets versione 2026 è Dylan Groenewegen, corridore che fra i pro’ ha già vinto 77 volte. Per far funzionare bene il suo treno è arrivato anche un tecnico che di volate ne sa parecchio, ovvero Marcel Kittel. “Per me è una sensazione abbastanza surreale, mi trovo di fronte uno che vinceva le volate al Tour e che ora è il velocista principale della mia squadra. Dovremo lavorare per ottenere il massimo da questo e io sono convinto che Dylan potrà sicuramente aiutarci a farlo. Il suo 2025 (in maglia Jayco-AlUla – ndr) non è andato come voleva, ma da noi ci sarà il contributo di Kittel e anche la dedizione di tutti i ragazzi che vorranno fare del nostro un treno di successo“.

Sullo sfondo c’è l’invito al Tour de France 2026, che rappresenterebbe un punto d’arrivo, parziale, quasi incredibile, dato il contesto di partenza: “Fin dal primo giorno, abbiamo detto che quello è il nostro obiettivo più grande – le parole di Tietema – È il punto a cui tendiamo, perché è anche quello da cui siamo partiti. Se ci saremo, al momento è un grande interrogativo. Ma penso che per noi sia già un grande complimento vederci inseriti fra i candidati all’invito“.

Tietema mantiente comunque basse le aspettative in tal senso: “Per noi non cambierà molto se non saremo invitati al Tour. Ci sono molte altre grandi corse a cui non siamo ancora andati, guardando alle Classiche di Primavera. Speriamo di poter avere un calendario più ampio, sotto quest’aspetto, nell’anno che arriva. Noi comunque abbiamo fatto il possibile per essere preparati”.

Per ottenere cosa? “Dal punto di vista sportivo è difficile fare delle valutazioni complessive. Cosa si guarda per farlo? Le vittorie, i punti UCI o quanto ti sei fatto vedere durante le gare più importanti? Di mio, penso che quello dei punti UCI sia un buon indicatore, quantomeno di quanto tu stia crescendo. Negli anni passati abbiamo sempre raddoppiato il nostro raccolto e se riusciremo a farlo anche nel 2026, vorrà dire che avremo avuto una gran bella stagione”.

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