Giro di Danimarca 2026, Wout Van Aert lascia subito il segno: “Sentivo di poter fare la differenza, non avevo alcun dubbio a riguardo”
Ritorno alle corse vincente per Wout Van Aert. Fermo ormai da un mese e mezzo e costretto a saltare per infortunio il Tour de France, il belga è tornato quest’oggi ad attaccare il numero sulla schiena in occasione della prima tappa del Giro di Danimarca 2026 e ha subito lasciato il segno, regolando allo sprint un gruppetto ristretto avvantaggiatosi negli ultimi chilometri. Un drappello, di cui faceva parte anche il compagno di squadra Christophe Laporte, sul quale il portacolori della Visma | Lease a Bike è rientrato dopo aver attaccato e fatto la differenza sull’ultimo passaggio dal breve strappo che caratterizzava il circuito finale di Aalborg e che il 31enne conosceva già.
“Ricordavo ancora quella salita del 2018, quando ho corso qui per la prima volta e sono stato colto di sorpresa dai distacchi che si erano creati in quel punto – ha dichiarato Van Aert ai microfoni di Sporza dopo l’arrivo – Per questo sapevo che oggi c’era già l’occasione per fare la differenza. La mia esplosività è buona”.
“Ovviamente è fantastico vincere, perché è sempre difficile – ha proseguito il vincitore dell’ultima Parigi-Roubaix – È molto gratificante vincere subito qui. Avevo la sensazione che le cose andassero bene, ma è stata comunque una tappa impegnativa con un finale difficile. Sentivo di poter fare la differenza. Non ho avuto alcun dubbio al riguardo“.
Per il belga, in realtà, la giornata non era iniziata nel migliore dei modi, dato che si è ritrovato coinvolto in una maxi-caduta: “Era una zona pericolosa, c’era il rischio che si formassero dei ventagli e c’era molta confusione. Mi trovavo al centro del gruppo, senza via di scampo. Per fortuna sono riuscito a rimanere più o meno in piedi“. Nessun problema, dunque, per il 31enne, neppure a quel gomito infortunatosi prima del Tour e che lo ha costretto a saltare la Grande Boucle: “Anche se ogni tanto ho dovuto fare un po’ di lavoro con il gomito – ha ammesso Van Aert con un sorriso – In ogni caso non è proprio nel mio stile prendere posizione con il gomito, ma solo con le gambe. È comunque una gara caotica, con tutte quelle squadre locali motivate e quella lotta“.
Nel finale, il corridore fiammingo ha potuto beneficiare anche dell’aiuto di Laporte, che si era avvantaggiato in precedenza: “L’idea era quella di mandare avanti Christophe o qualcun altro, in modo che io potessi risparmiare le forze per l’ultimo giro. Il distacco, però, era diventato piuttosto ampio. Avevamo due carte da giocare. Se non fossi riuscito a colmare il gap, avevamo comunque Christophe in testa, che non doveva più collaborare”.
Il belga è chiaramente il primo leader della classifica generale e dovrà ora cercare di difendere il primato nelle quattro tappe rimanenti per sperare di portare a casa il successo finale, come già accaduto nel 2018: “Ora abbiamo la maglia di leader. Il nostro obiettivo era vincere questa tappa. Domani cercheremo di mantenere ciò che abbiamo conquistato“.
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