Mondiali Montréal 2026, Giulio Ciccone: “Nell’ultimo giro ho avuto i crampi. C’è delusione, siamo venuti qui per qualcosa di più”
Finisce con un nono posto l’esperienza ai Mondiali Montréal 2026 di Giulio Ciccone. L’abruzzese ha corso come uomo di punta della nazionale italiana, aiutato per quanto possibile da Christian Scaroni e Davide Piganzoli nell’inseguimento ai diversi gruppi di attaccanti che si sono formati durante la giornata. Molto brillante negli ultimi tre giri, il corridore sotto contratto con la Lidl-Trek ha provato anche a essere protagonista con un paio di accelerazioni, l’ultima delle quali proprio all’interno della tornata conclusiva insieme al britannico Tom Pidcock. Ripreso dagli altri inseguitori, non ha poi avuto la forza per sprintare per una medaglia, chiudendo appunto in nona piazza.
“Sicuramente c’è un po’ di delusione per il risultato – ha dichiarato ai microfoni della Rai subito dopo l’arrivo – Siamo venuti qui per qualcosa in più, ma credo che a livello tattico e d’impostazione di gara abbiamo cercato di fare tutto al meglio. È stata dura, nell’ultimo giro ho avuto i crampi. Abbiamo provato sulla salita con Pidcock, siamo arrivati a una ventina di secondi da McNulty. Poi il finale è stato duro perché c’erano uomini come Van der Poel, Simmons e Pedersen che avevano interesse solo a chiudere. Non era più una situazione da attacchi in salita. Mi dispiace per il risultato ma credo di aver corso un bel mondiale, anche con i miei compagni di squadra. Abbiamo cercato di fare il massimo. Siamo venuti con l’intenzione di provarci, senza avere nulla da perdere, e lo abbiamo fatto”.
A livello tattico, Giulio Ciccone ha parlato così del successo di Brandon McNulty: “Il pericolo più grande era che in una corsa anarchica scappasse via qualcuno. Siamo andati fortissimo da molto lontano, quindi alla fine eravamo tutti spenti, al limite. C’era tanto tatticismo, anche quando è andato McNulty non è stato seguito. Si sapeva che quello era un momento critico, ma a volte bisogna anche rischiare perché è impossibile seguire tutti. Oggi avevo nel mirino Del Toro, Seixas e Remco, mi sono concentrato su di loro. Poi ho capito che qualcuno di loro ne aveva meno e ho provato anche ad anticipare e muovermi. Alla fine va bene così”.
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