Esclusiva – Italia, il Ct Marco Villa: “Pogačar? Non partiamo per batterlo, ma ci conserviamo per portare a casa il risultato”

Anche Marco Villa riconosce l’importanza del Tour of the Alps nel calendario italiano. Il Commissario Tecnico della Nazionale Italiana di ciclismo era uno degli ospiti della presentazione della corsa a tappe che si terrà dal 20 al 24 aprile 2026. Nella serata in cui è stato svelato il percorso ufficiale della competizione, che l’anno prossimo giunge alla sua decima edizione (da quando ha assunto l’attuale denominazione), il selezionatore ha anche avuto modo di ripercorrere alcuni passaggi importanti della sua prima stagione alla guida della nazionale su strada. Il percorso con gli azzurri ha una direzione ben precisa, con alcuni nomi che potrebbero regalare grosse soddisfazioni in futuro.

In un’intervista esclusiva ai nostri microfoni, Marco Villa ha parlato dell’importanza della corsa: “Sono da anni che il Tour of the Alps è posizionato bene nel calendario, appena prima del Giro d’Italia – ha dichiarato a SpazioCiclismo – e ha una giusta combinazione tra chilometraggio e altimetria. Per questo tante squadre lo scelgono: per preparare bene il Giro non serve sfinirsi e qui c’è un equilibrio giusto. I chilometraggi non sono eccessivi, ma le salite sono concentrate bene. Si può spaziare tra salite, pianura e altimetria”. Anche nel 2026 la competizione vedrà la collaborazione tra Austria (la prima tappa parte e arriva a Innsbruck), Trentino e Alto Adige, con un percorso vario, impegnativo ma non per questo eccessivamente sfiancante per i partecipanti.

“Come commissario tecnico – ha proseguito – Per me questa corsa è un po’ lontana dai Mondiali, ma quest’anno ho scelto Ciccone e Frigo già da qua. Quindi per far parte delle scelte del Ct non bisogna andare forte la settimana prima dei Mondiali, ma serve dare un’impostazione alla squadra. Qui all’Alps Ciccone si è guadagnato il ruolo di leader e abbiamo iniziato a fare la squadra intorno a lui. Anche Marco Frigo, per come ha vinto la tappa qui e come ha corso poi per tutto l’anno, mi ha dato certezze”. Sia Giulio Ciccone (Lidl-Trek) sia Marco Frigo (Israel Premier-Tech) hanno conquistato una frazione durante il Tour of the Alps 2025, poi vinto da Michael Storer (Tudor Pro Cycling). I due italiani sono in seguito stati protagonisti ai Mondali Kigali 2025, appuntamento clou della stagione degli azzurri.

Parlando con SpazioCiclismo, Marco Villa ha anche spiegato com’è cambiato il modo di correre nelle gare per le nazionali di fronte a un corridore come Tadej Pogačar (Slovenia), capace di attaccare anche a 100 km dal traguardo e rimanere da solo al comando fino alla fine. Il Commissario Tecnico ha ammesso che il suo strapotere influisce anche sulla strategia: “Conosciamo Pogacar. Bisogna programmare bene la corsa, ma gli atleti sanno che seguirlo troppo o seguirlo troppo da lontano può fare male. Le strategie quindi a volte sono un po’ conservative: tante volte non si parte per battere Pogačar ma per portare a casa il migliore risultato possibile. Se provi a seguirlo, tante volte ti fai male”.

In seguito, Marco Villa ha spiegato i progetti futuri, facendo due nomi importanti: “Ho parlato con i giovani per il 2026. Pellizzari era già nei programmi di questa stagione, poi si è ammalato la settimana prima dei Mondiali ed era inutile fargli fare un viaggio impegnativo per portarlo in Rwanda. Piganzoli era stato contattato, però parlando con la squadra aveva altre esigenze, c’erano esigenze di punteggi. Non è facile a volte programmare. Però capisco. Anche io ho le mie esigenze e le squadre lo capiscono. Piganzoli è giovane, mi piacerebbe coinvolgerlo nei prossimi anni”.

Inevitabile, in chiusura, qualche battuta su Lorenzo Mark Finn: “Con Finn abbiamo un progetto, pensiamo sia stata fatta una scelta giusta quest’anno. L’anno prossimo sarà ancora nella Development e con Amadori, però io credo che abbia una maturità per essere inserito. Io quest’anno l’ho portato al Giro di Calabria, dove ha fatto una gara da leader, maturo, mi ha sorpreso. Ha fatto lui il ritmo e attaccato sulle salite. Ci ha già fatto vedere l’atleta che è e speriamo di avere in futuro. In generale, soprattutto, coi giovani, ho riscontrato il problema delle convocazioni per il problema dei punteggi delle squadre. La mia non è una critica, però i giovani da inserire in nazionale sono stati contattati e io spero di averli in futuro”. Insomma, un altro dei tanti tasselli da inserire nel complicato mosaico del sistema dei punteggi UCI.

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