Bardiani CSF Faizanè, Giovanni Visconti annuncia il ritiro: “Da mesi soffro sulla bici e fuori”

Giovanni Visconti si ferma. Dopo aver aperto all’ipotesi ieri, nel momento del ritiro dalla Tirreno-Adriatico 2022, il corridore siciliano saluta il ciclismo, confermando una intenzione che in realtà si porta appresso da mesi, con i primi pensieri al riguardo che erano stati affidati al diario della Bardiani CSF Faizanè tenuto qui su SpazioCiclismo durante lo scorso Giro d’Italia. Una edizione in cui non era riuscito a lasciare il segno come aveva voluto, pur con tanto impegno e voglia di fare, dimostrandosi comunque elemento fondamentale per una squadra che aveva in lui l’uomo di grande esperienza, attorno al quale era stato costruito un gruppo di giovani.

Classe 1983, Visconti chiude così una carriera di 18 anni, iniziata nel 2005 in maglia Domina Vacanze. Corridore tra i più prolifici della sua generazione nel nostro paese, il 39enne ha ottenuto in carriera un totale di 34 vittorie, tra le quali spiccano le due tappe al Giro 2013 e i tre titoli di campione nazionale ottenuti nei primi anni di carriera (2007, 2010, 2011).

“Non so se reputarmi un debole o se invece sentirmi forte in questo preciso istante – scrive Visconti in una lunga lettera sui social per salutare tifosi e appassionati  – Non so cosa penserete tutti e non so cosa aspettarmi. Una cosa però la so bene: da mesi e mesi soffro sulla bici e soffro giù dalla bici. Non sono di certo diventato un campione ma credo di essere stato un buon corridore. Ho vinto ciò che il mio fisico e la mia testa mi hanno permesso di vincere e se mi guardo indietro posso avere solo qualche rammarico, nessun rimorso. La mia non è stata una carriera semplice ma non è il momento dei vari ‘se’ e ‘ma’ e soprattutto non è questo lo scopo di questa lettera.

Sapete cosa dico da anni? Dico che io non voglio essere quel corridore che si trascinerà dietro la bici quando ormai la sua carriera sarà al tramonto. Quello che sta lì in mezzo al gruppo quando va bene ma che rimane anonimo , quello che viene dimenticato nonostante la sua presenza. Lo dico da anni eppure da tempo chiudo gli occhi, provo a non ascoltarmi e vado avanti imperterrito seppur pieno di dubbi e paure, convinto che domani andrà meglio. Poi domani accade la stessa cosa di oggi, sprofondo nuovamente, sembro mollare una volta per tutte e poi dopo qualche ora si riaccende la fiammella.. E COSÌ VIA.. Ascolto tutti tranne me.

Perché? Cos’altro devo dimostrare?? Ho già detto che nn sono un campione e di certo non lo diventerò a 39 anni allora perché non volersi un po’ più bene e trovare la forza di dire Basta? Forse è solo la paura di ciò che sarà e di ciò che lascerò. Se ci penso bene però non posso che essere fiero di me stesso e di quello che sono riuscito a raggiungere. Il ciclismo mi ha dato tutto quello che ho, mi ha dato Katy, Thomas e Noemi. La mia vita.

Il ciclismo mi ha dato anche voi che siete stati l’essenza in ogni metro di strada in salita, in discesa, sotto la pioggia o la neve, sotto il sole cocente. Voi che ci siete sempre stati nelle vittorie e nelle sconfitte. Vorrei sentire sempre tutto l’appoggio che mi avete dato in questi meravigliosi anni e non dimenticare mai ogni momento in cui correndomi accanto ed incitandomi mi avete trasmesso adrenalina, fierezza, orgoglio, emozione pura…

Ci ho provato con tutte le mie forze a tornare ad un buon livello nonostante i miei tanti problemi e anzi devo dire GRAZIE alla famiglia Reverberi e a tutta la Bardiani Csf Faizanè per la possibilità che mi hanno dato e per avermi “aspettato e rinfrancato” più volte. Sarei voluto tornare sul campo per ringraziarvi come si deve e per chiudere meno anonimamente ma mentre alla mia età per tornare ad alti livelli ci vuole tempo è per tornare invece sotto terra che ci vuole un attimo e così per l’ennesima volta mi ritrovo a un bivio: Sinistra o Destra Ciclismo, Dritto Vita.

Ho girato ormai troppe volte da una parte e dall’altra credendo di potercela fare ma alla fine torno sempre qui, al bivio. Non sono più in grado di girare, devo serenamente prenderne atto. Si dice che quando lasci la strada vecchia per quella nuova sai quello che lasci e nn sai quello che trovi. È lì che subentra il coraggio e nonostante la paura immensa che provo oggi vado Dritto amici miei… e poi chissà, magari troverò qualche altro bivio e mi soffermerò ancora un po’… E così via. Grazie a tutti, GRAZIE CICLISMO. È passato appena un giorno ma… Mi mancherete. Mi manchi già

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