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Doping, Lappartient al fianco del MPCC per il cortisone

David Lappartient vuole limitare l’uso del cortisone. Il dibattito tenuto aperto dal Movimento Per un Ciclismo Credibile trova così finalmente un interlocutore di primo piano, pronto a rispondere alle costanti richieste pervenute in questi anni. Intervenuto a Sporza in merito, il nuovo presidente dell’UCI ha intenzione di regolamentare in maniera più ferrea l’utilizzo del cortisone, fermando i corridori per 15 giorni in caso di utilizzo. “Non come una sanzione, ma per ragioni di salute”, precisa tuttavia il dirigente francese, che non vuole così prendere una posizione contro l’AMA, che recentemente ha aggiornato il suo elenco delle sostanze proibite per la prossima stagione, senza intervenire su questa.

Per poter utilizzare il cortisone in corsa servirebbe una TUE (Autorizzazione a Uso Terapeutico), ma non quando il prodotto viene somministrato localmente attraverso una crema, un gel, un tampone o una iniezione infraarticolare. Una situazione che crea alcune disparità attualmente, considerando che alcune squadre appartengono al MPCC, che ne vieta l’utilizzo (notorio il caso della puntura di ape che Nibali non poté curare), e altre no. L’Agenzia Mondiale Antidoping attualmente non interviene contro questa sostanza perché, oltre ad essere una sostanza che migliora le prestazioni, si rivela anche estremamente efficace in molte piccole e grandi patologie, anche nel quotidiano degli atleti.

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