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Mondiali CX Ostende 2021, l’analisi dei tempi dei vari settori mostra dove Mathieu van der Poel ha vinto la gara

Mathieu Van Der Poel ha vinto i Mondiali di Ostende 2021 nella parte più semplice del percorso. Non solo ovviamente, ma è interessante notare come sia quello l’unico tratto in cui il fenomeno neerlandese sia stato il migliore rispetto a tutti i rivali, accumulando, ad esempio, 19 secondi dei 37 con i quali ha battuto Wout Van Aert al traguardo. D’altro canto, il neo campione del mondo ha comunque fatto meglio del belga anche nelle parti tecniche e nell’affrontare i ponti del percorso, perdendo dall’eterno rivale solamente sulla sabbia (seppur per appena cinque secondi). Quasi identiche le prestazioni dei due anche nei tratti tecnici, con una differenza di appena quattro secondi, mentre più netto il gap sui ponti, dove MVDP ha distanziato WVA di 19 secondi, stesso gap dunque rispetto ai tratti considerati più semplici.

Sempre autore della terza miglior prestazione in ogni settore è stato invece Toon Aerts, che ha costruito il suo podio sulla regolarità, perdendo terreno in maniera piuttosto costante (pur realizzando lo stesso tempo del vincitore nei tratti tecnici, facendo così anche meglio del connazionale, battuto anche sui ponti, ma senza raggiungere le vette del neerlandese). Decisamente più altalenante invece la prova di Tom Pidcock, unico ad essere stato capace di far registrare il miglior tempo complessivo in due campi distinti. Sui ponti e sul tecnico infatti il migliore è stato il gioiellino britannico, autore anche di un ottimo secondo tempo nella parte più semplice. Tuttavia, è nella sabbia che Pidcock ha perso terreno, realizzando uno dei peggiori tempi in assoluto e concedendo addirittura 1’44” a Van Aert. Un fatto che, però, sorprende solo in parte, dato che lo stesso 21enne prima della gara aveva ammesso che questo sarebbe stato il terreno peggiore per lui.

Infine, sembra quasi ovvio dirlo, ma è comunque da notare che la foratura occorsa a Van Aert nel corso del terzo giro ha avuto un certo peso nel determinare il risultato. Il belga, infatti, nel tratto che ha dovuto percorrere con la ruota a terra è passato dall’avere 13 secondi di vantaggio nei confronti di Van der Poel ad averne 11 di ritardo (come mostra il secondo grafico creato da Velofacts), non riuscendo poi praticamente mai a recuperare sul rivale dopo questo fatto e accumulando la maggior parte del gap a partire dalla seconda metà del sesto giro, dopo aver utilizzato molte energie (fisiche e mentali) nella rincorsa.

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