Mathieu Van der Poel il più grande di sempre nel ciclocross? “Nemmeno per sogno”, replica Roger De Vlaeminck

Roger De Vlaeminck non ritiene che Mathieu Van der Poel sia il più grande di sempre nel ciclocross. Il fenomeno neerlandese ha dominato i Mondiali di ciclocross di Hulst, conquistando l’ottavo titolo iridato in carriera e diventando così il corridore più vincente di sempre, davanti proprio a Erik De Vlaeminck, fratello di Roger. Tra le leggende della strada vincendo tre Milano-Sanremo, quattro Parigi-Roubaix, due Giri di Lombardia, un Giro delle Fiandre e una Liegi-Bastogne-Liegi, il belga non ha esitato a dire la sua sulla questione, sostenendo che i titoli da soli non bastano per esprimere un giudizio definitivo e che le epoche sono troppo diverse per essere messe a confronto

Il Gitano di Eeklo, in un’intervista a Het Nieuwsblad, alla domanda se il neerlandese potesse essere considerato il più grande ciclocrossista di tutti i tempi, ha risposto senza mezzi termini: “Accidenti, no. Nemmeno per sogno”. Il 78enne ha dichiarato di non mettere in discussione il valore di Van der Poel, ma che la sua opinione è legata al diverso contesto in cui sono stati conquistati i titoli, in particolare alla concorrenza affrontata nelle varie generazioni. “Con Erik è finita a 28 anni, logorato dalla sua sconsideratezza. Quanti altri titoli avrebbe potuto vincere – ha aggiunto parlando della carriera del fratello – E posso anche citarli: Renato Longo, Rolf Wolfshohl, Albert Van Damme, Peter Frischknecht, Erik, io. Erano uomini diversi rispetto a quelli di oggi”.

De Vlaeminck ha poi indicato Thibau Nys come corridore di cui apprezza le caratteristiche di combattività: “È forte. Non il migliore, ma forte. Mi piace guardarlo. Lotta sempre. Se riesci a restare alla ruota di Van der Poel per tre, quattro giri, allora non sei scarso. Nys ci riesce. Io faccio il tifo per lui”.

Come già fatto in passato, il campione belga ha esteso il discorso anche agli altri grandi campioni di oggi: “Certo, Van der Poel, Evenepoel e Pogačar sono grandi corridori, ma quando li guardo non riesco a divertirmi. Io vorrei correre, gareggiare contro di loro, batterli come a volte riuscivo a battere Merckx”. Lo storico rivale del Cannibale, per non fare paragoni, ha poi concluso: “Merckx, amico, era una persona di una forza incredibile. Sai che a volte avevo paura di lui. Faceva male, anche solo stare alla sua ruota. Eppure ho vinto 512 corse. Cinquecentododici. Vuoi che le elenchi tutte?”.

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