Parigi-Roubaix 2026, Mathieu van der Poel punta al quarto successo: “Correrò seguendo il mio istinto. Alla Roubaix può succedere di tutto”
Mathieu van der Poel a caccia della quarta vittoria consecutiva alla Parigi-Roubaix 2026. Domani si correrà la Regina delle Classiche e i due principali contendenti per la vittoria saranno senza dubbio Mathieu van der Poel e Tadej Pogačar. Per entrambi, un successo domenica 12 aprile rappresenterebbe un traguardo fondamentale: da un lato il neerlandese potrebbe portare a quattro il numero di vittorie consecutive, dall’altro lo sloveno aggiungerebbe al suo infinito palmarès anche l’ultima Monumento che gli manca. Con la condizione mostrata dal corridore della UAE Team Emirates-XRG nelle passate competizioni, van der Poel è consapevole che la battaglia sarà durissima.
“Sono abbastanza realista da rendermi conto che non potrò mantenere questa serie di vittorie all’infinito. Ci sarà un anno in cui non ci riuscirò – ha dichiarato a Sporza il corridore della Alpecin-Premier Tech – Cercherò di vincere e quel record arriverà da sé. Anche al Giro delle Fiandre era alla mia portata, ma Tadej ha più possibilità di me di migliorarlo”. La Roubaix è una corsa che richiede molta potenza fisica, diversa dalle altre e meno adatta sulla carta al campione sloveno, e il classe 1995 ne è consapevole: “Questa gara è forse ancora più difficile da vincere per lui, ma nessuno dirà che non ne sia capace. Ci vuole un po’ di fortuna, ma lui l’ha già dimostrato l’anno scorso.”
L’ex campione del mondo ha dichiarato di preferire un finale come quello dello scorso anno: “Se ho il coraggio di sprintare contro tutti? Una fuga in solitaria ti dà la massima sicurezza, ma non andrà così ogni anno. Se si arriva allo sprint, significa che si è corso bene. Ma se posso scegliere, preferisco arrivare in solitaria”. Inoltre, per quanto riguarda la tattica da usare in corsa, van der Poel ha ammesso di voler mantenere quella degli scorsi anni. “Come sempre, correrò seguendo il mio istinto e valuterò la situazione. Alla Roubaix può succedere di tutto. L’importante è stare attenti in testa e superare i tratti più pericolosi nel modo più sicuro possibile”, ha sostenuto il 31enne che poi, riferendosi ad alcune modifiche del percorso, ha aggiunto: “Non mi sembra una cattiva idea, perché la Foresta di Arenberg rimane il tratto più pericoloso. Più piccolo è il gruppo lì, meglio è”.
L’Inferno del Nord è ogni volta una corsa dura e fortemente selettiva, e di questo il neerlandese è consapevole. Conclude però con l’augurio che non si ripetano le brutte esperienze dello scorso anno con gli spettatori: “Mi aspetto semplicemente un’altra gara a eliminazione con lo stesso scenario. Speriamo che questa volta non succeda nulla con gli spettatori. Non fatelo, non posso dire altro”.
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