Volta a Catalunya 2026, Tom Pidcock: “Jonas Vingegaard può vincere con un grande attacco. Red Bull il team più forte”

Tom Pidcock analizza le possibili difficoltà e gli avversari per la quinta tappa della Volta a Catalunya 2026. Tra le giornate più importanti della corsa, specialmente dopo quanto successo ieri, solo parzialmente ripetuto oggi visto che sono stati tagliati i 2,2 chilometri finali, l’arrivo di Coll de Pal chiamerà finalmente in causa gli scalatori, che finora sono emersi a sprazzi. Il britannico è tra coloro che comunque si è già fatto notare e anche ieri ha risposto presente, concludendo la tappa in terza posizione, alle spalle di Dorian Godon, autentico protagonista sinora ed attuale leader di questa corsa catalana, e del vincitore di tappa Ethan Vernon. Grazie agli abbuoni raccolti in giornata, il corridore della Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team si trova così al secondo posto della generale, con 13 secondi di ritardo sul francese della Ineos Grenadiers, potendo così godere di un piccolo margine sugli avversari diretti.

La notizia del finale accorciato è giunta giusto pochi istanti prima dell’intervista ai nostri microfoni. “È un po’ meno minaccioso – spiega il classe 1999 – Sarebbero stati più di 50 minuti di salita, una salita molto lunga, quindi penso sia probabilmente meglio per me che sia un po’ più corta”. Resta chiaramente da affrontare l’incognita vento, che per un corridore come lui, sotto i 60 chilogrammi di peso, può essere condizionante: “Vedremo, oggi sicuramente sembra più ventoso di ieri –  commenta il britannico – Ma penso che sulle colline lassù, nelle valli, forse non sarà così brutto. Vediamo”.

Il piano del giorno è quello di tenere il passo, con grande riguardo degli avversari.“Jonas Vingegaard non si è interessato sinora ai secondi di abbuono – aggiunge il 26enne di Leeds – Sa che può vincere la gara con un grande attacco e un bel margine, quindi ci aspettiamo quello. Ma la Red Bull-Bora-Hansgrohe ha il team più forte e possiamo attenderci che loro facciano qualcosa oggi”. L’obiettivo del giorno personale? “Essere sostanzialmente in lotta per la vittoria – evidenzia l’inglese – Mi andrebbe bene. Vincere o essere il più forte su una salita così lunga non lo so, ma vediamo”.

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