Volta a Catalunya 2026, Magnus Cort torna alla vittoria: “È stato uno sprint difficile, non avevo più molto da spingere negli ultimi 100 metri ma è stato sufficiente”

A poco più di un anno dall’ultimo successo, Magnus Cort torna ad esultare alla Volta a Catalunya 2026. Il 33enne danese si è imposto nella seconda tappa della corsa spagnola con una lunga volata che gli ha permesso di mettersi alle spalle tutti quanti sul traguardo il leggera ascesa di Banyoles e di ritrovare così la vittoria dopo che l’ultima era arrivata a inizio marzo 2025 e sempre sulle strade iberiche, alla O Gran Camiño. In seguito, però, il corridore della Uno-X Mobility non era più riuscito a trovare una buona condizione e aveva chiuso anticipatamente la sua annata, ma ora ha finalmente rotto questo lungo digiuno e può mettersi alle spalle il periodo difficile.

Ovviamente è una bella sensazione – ha dichiarato Cort ai nostri microfoni dopo l’arrivo – Era da tanto che non vincevo ed è stato anche un periodo difficile, soprattutto alla fine della scorsa stagione. Non sono mai riuscito a trovare non solo delle buone gambe dopo il Tour, ma nemmeno delle gambe normali. Quindi ho dovuto chiudere la stagione molto presto l’anno scorso e ho faticato per un po’. Ma per fortuna adesso sto andando bene e sapevo che le gambe stavano bene dalle due gare che ho fatto in Italia, ma ottenere un risultato è un’altra cosa. Sono super felice per la vittoria“.

È stato uno sprint difficile, un finale impegnativo – ha proseguito il danese raccontando gli ultimi chilometri – Prima c’era molta discesa, quindi, in un certo senso, era facile, ma anche molto incontrollato. Rispetto a un normale sprint di gruppo, è stato un gran miscuglio ed è stato uno sprint molto duro. C’era un po’ di salita dagli ultimi 400 o 500 metri e non avevo più molto da spingere negli ultimi 100 metri, ma è stato sufficiente“.

Il 33enne sembrava addirittura destinato a non fare la volata, dato che si trovava troppo indietr, e aveva lasciato libertà al compagno di squadra Anthon Charmig di provare a fare risultato, ma un altro compagno, Anders Skaarseth, lo ha riportato davanti al momento giusto: “A un certo punto, credo a due chilometri dall’arrivo, ho detto ‘Siamo troppo indietro’. Quindi Anthon avrebbe dovuto cogliere la sua occasione. Ma io ero dietro a Skaarseth e lui in qualche modo è riuscito a farsi strada attraverso il gruppo, da fondo fino alla testa, e allora ho potuto gridare ad Anthon ‘Sono qui’, ha concluso Cort.

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