Visma | Lease a Bike, Pietro Mattio in evidenza alla Samyn Classic: “Ero molto motivato dal correre in Belgio. La mia bici a Van Aert? 4 o 5 anni fa non lo avrei mai pensato”
Negli scorsi giorni, Pietro Mattio ha vissuto le sue prime esperienze di classiche del Nord tra i professionisti. Il giovane corridore piemontese, appena passato pro’ con la Visma | Lease a Bike, ha infatti partecipato a Omloop Nieuwsblad, Kuurne-Bruxelles-Kuurne e, ieri, alla Samyn Classic, gara quest’ultima nella quale si è messo in evidenza andando all’attacco a una sessantina di chilometri dalla conclusione assieme ad altri dieci corridori e al compagno di squadra Per Strand Hagenes. Dopo qualche tentativo di allungo in prima persona, il 21enne ha poi svolto il ruolo di stopper nel momento in cui il norvegese ha allungato in solitaria e, una volta ripreso dal gruppo insieme agli altri inseguitori, si è infine ritrovato a dover cedere la propria bicicletta a Wout Van Aert, vittima di una foratura a circa dieci chilometri dall’arrivo. Alla redazione di SpazioCiclismo, il cuneese ha raccontato queste sue prime uscite nelle gare belghe, i prossimi obiettivi e il momento in cui ha passato la bici al proprio capitano.
Raccontaci queste prime esperienze in Belgio con la prima squadra, perché sei già riuscito a metterti in mostra, a fare molto bene. Anche ieri sei stato all’attacco, poi hai protetto l’azione del tuo compagno di squadra. Un ottimo esordio, quindi.
Sì, ero molto motivato dal correre in Belgio, erano le prime classiche quindi la motivazione era molto alta. E poi penso di essere adatto per questo tipo di gare, quindi anche la squadra mi ha dato carta bianca di correre lassù e infatti poi sono riuscito a fare quello che dovevo, a fare bene, anche se la preparazione non è stata il massimo perché ho corso in Australia e in UAE, quindi non arrivavo magari con la preparazione migliore. Però sono contento.
I prossimi obiettivi e le prossime corse sai già quali possono essere? Farai tanto Belgio a questo punto?
Vediamo, nel ciclismo non si sa mai, può capitare un infortunio o un malanno di un mio compagno, come già ora questa settimana per la Strade Bianche, dove parteciperò perché appunto un mio compagno si è ammalato e io ero riserva. Poi vedremo più avanti, sicuramente uno dei miei obiettivi è riuscire a partecipare alla Roubaix. Sono già in lista, quindi vedremo come andrà.
Raccontaci le emozioni di dare la bicicletta a Van Aert. Perché sei tu che gliel’hai data quando ha forato.
Io ero appena stato ripreso dopo la fuga e iniziavo a essere un po’ stanco, erano gli ultimi dieci chilometri, lui era il nostro capitano per la volata, perché avevamo ancora Per Strand Hagenes davanti e lui era la seconda opzione. Non ci ho neanche pensato, in verità, gli ho subito chiesto ‘Ti passo la bici?’, lui mi fa ‘Guardiamo se c’è l’ammiraglia’ e abbiamo visto che non c’era. Infatti subito c’è stata un po’ di incertezza, poi appena abbiamo visto che le ammiraglie non erano dietro lui ha detto ‘Sì sì, va benissimo’ e allora gli ho passato la bici. Ha provato, ma ormai, con meno di dieci chilometri dall’arrivo, non è più riuscito a rientrare.
L’avresti mai immaginato quattro o cinque anni fa di dare la tua bici a Van Aert?
Sicuramente no. Infatti ci ho pensato solo dopo e mi son detto ‘Cavolo, sto andando sulla bici di Wout e lui è sulla mia’. Quattro o cinque anni fa non lo avrei mai pensato.
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