UCI WorldTour, per il CEO di Factor Bike “il ritorno sull’investimento diventa molto diverso se una squadra viene retrocessa e non partecipa al Tour de France”

La questione delle licenze WorldTour 2023 non agita solo le squadre coinvolte nella lotta per non retrocedere. Preoccupazioni vengono infatti espresse anche dagli sponsor di quelle formazioni che il prossimo anno potrebbero non far più parte della massima divisione, e che potrebbero quindi non veder ripagato il loro investimento. Tra queste aziende c’è anche Factor Bikes (che fornisce le bici alla Israel-Premier Tech, team che in questo momento è a rischio retrocessione), il cui CEO, Rob Gitelis, ha parlato della questione in un’intervista a Cyclingnews. Per Gitelis, il problema non riguarda tanto se una squadra ha o non ha la licenza WorldTour, ma se quella squadra può o non può partecipare al Tour de France.

“C’è la retrocessione e c’è la non partecipazione al Tour de France. Purtroppo il Tour de France è molto importante per il nostro settore. In quasi tutti gli studi che vengono fatti, il valore del Tour de France è quasi il 50% del valore dell’intero anno“, ha spiegato il CEO di Factor Bikes.

Anche finendo fuori dal WorldTour, comunque, le due squadre retrocesse potrebbero ricevere gli inviti automatici per partecipare a tutte le corse della massima divisione della prossima stagione, ma questo avverrebbe solo nel caso i due team fossero anche le migliori due formazioni Professional nell’UCI WorldRanking della stagione precedente. Una soluzione, questa, che a Gitelis andrebbe bene, perché permetterebbe alle squadre in questione di partecipare comunque alla Grande Boucle: “Va bene, non sei nel WorldTour, ma hai ottenuto uno di quei due posti, il che significa che puoi correre in tutto il mondo. Per me, tutto procederebbe come al solito. Tuttavia, se vieni retrocesso e sei al terzo posto (situazione nella quale si trova attualmente la Israel, ndr), che è quello in cui ricevi tutti gli inviti per le classiche ma non sei invitato ai Grandi Giri, allora va tutto a monte perché il valore della sponsorizzazione poi cambia parecchio“.

“[Il ritorno sull’investimento] diventa molto diverso [se una squadra viene retrocessa] – ha proseguito il CEO di Factor Bikes – Se non sei al Tour de France, anche se stai correndo gare di un giorno e cose del genere, il ritorno è molto diverso. Quindi non potresti giustificare ai tuoi azionisti perché stai pagando i soldi per una WorldTour se non sei nel WorldTour“.

Gitelis ha quindi voluto lanciare un’appello all’Unione Ciclistica Internazionale perché mostri un po’ più di flessibilità, visto che negli ultimi due anni le squadre hanno dovuto superare molti problemi, in primis la pandemia di Covid-19: “Abbiamo appena terminato una pandemia globale. Chi avrebbe pensato all’inizio, quando ho firmato con Israel-Premier Tech, che avremmo attraversato una pandemia globale? Sento che ci dovrebbe sicuramente essere una certa flessibilità, almeno sulla situazione attuale, e quindi penso che debba essere ponderato meglio il sistema di retrocessione“.

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