UAE Team Emirates, Tadej Pogačar: “Fosse per me farei tutte le gare, ma non funziona così. Obiettivo primario del 2024? La maglia iridata”

Ormai si è capito, Tadej Pogačar è innamorato del ciclismo. Lo sloveno, uno dei corridori più brillanti e vincenti degli ultimi anni, ha sempre voglia di correre e di mettere in mostra il suo enorme talento. Nel 2023, in particolare, la stella della UAE Team Emirates ha messo insieme 49 giorni di corsa (e 17 vittorie), nonostante aver patito un infortunio al polso tutt’altro che trascurabile. La sua generosità agonistica lo ha portato ad affrontare al massimo anche il Mondiale di Glasgow 2023, arrivato poco dopo la fine del Tour de France, da lui poi concluso praticamente senza energie, in particolare dopo la cronometro individuale.

L’atteggiamento di Pogačar è quello, poco da fare: “Se seguissi il mio cuore, farei tutte le corse – le parole dello sloveno raccolte da Het Laatste Nieuws – Purtroppo, però, non funziona così. Mi piacerebbe affrontare anche il Giro d’Italia e la Vuelta a España. Un po’ di varietà nel calendario penso sia la cosa migliore, ma è la squadra che ha l’ultima parola”.

Un appuntamento, per quel che riguarda il 2024, però è già fissato nell’agenda personale di Pogačar, il Mondiale di Zurigo. Delle due prove iridate non si conosce ancora il percorso dettagliato, ma si sa già parecchio, e quel che è già filtrato sul piano delle altimetrie, ingolosisce parecchio lo sloveno: “Il mio più grande obiettivo per la prossima stagione è la maglia iridata che adesso indossa Mathieu van der Poel“.

Proprio del neerlandese, suo avversario nelle corse di un giorno, lo sloveno ha parlato benissimo: “Se oggi fossi un bambino, il mio idolo sarebbe proprio Van der Poel. È una persona davvero in gamba, lo considero un vero amico oltre che un rivale. Non credo che la nostra rivalità sia come quella fra lui e Wout van Aert, ma nelle volte in cui incontriamo vengono fuori sempre dei bei duelli”. Uno degli ultimi, nel 2023, è stato quello andato in scena al Giro delle Fiandre, vinto alla grande da Pogačar, autore di un attacco solitario memorabile: “Quello è stato probabilmente il mio giorno migliore in sella a una bicicletta“.

Il corridore della UAE Team Emirates guarda comunque anche al Tour de France, corsa da cui difficilmente sarà non considerato dalla sua squadra: “La tappa con gli sterrati? Non mi preoccupa e non mi spaventa (al contrario di altri grandi pretendenti alla prossima Maglia Giallandr).  Servono solo buone gambe – le parole del vincitore dei Tour 2020 e 2021 – Poi, non si può paragonare una tappa di un Grande Giro con una Classica: nelle gare di un giorno, dài tutto in una volta e non pensi al giorno dopo, al Tour devi essere giudizioso e correre anche in maniera difensiva”.

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