Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026, Juan Ayuso e Mattias Skjelmose in difesa: “Giornata terribile, ma ci siamo salvati”

La sesta tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 non verrà ricordata con un sorriso in casa Lidl-Trek. La formazione tedesca non è riuscita a essere reattiva nel momento in cui si è sganciata la maxi fuga di 60 corridori, inserendo sì Quinn Simmons Toms Skujins, ma rimanendo di fatto passivi nel cercare di controllare la corsa. Mentre il gruppo maglia gialla perdeva costantemente terreno, né lo statunitense né il lettone sono riusciti a lottare per la vittoria di tappa: il primo ha concluso 19°, il secondo è stato riassorbito dal plotone e ha terminato 53°. Nel frattempo Juan Ayuso Mattias Skjelmose, i due capitani per la classifica generale, non sono riusciti a seguire l’attacco di Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) e Isaac Del Toro (UAE Team Emirates – XRG), a cui hanno ceduto 22 secondi.

La nuova situazione in classifica generale vede quindi la coppia della Lidl-Trek in ottava e nona posizione, appaiati a 3’15” dal nuovo leader Luke Tuckwell (Red Bull – BORA – Hansgrohe). Non una situazione ideale, ma neppure il peggior scenario pensabile, per come si era messa la giornata. Ne è consapevole Mattias Skjelmose, che dopo la frazione ha affidato al proprio team un breve commento: “È stata una giornata terribile, ma come squadra abbiamo fatto molto bene. Ovviamente sarebbe stato bello arrivare un po’ più davanti, ma con Juan siamo arrivati nello stesso tempo e siamo ancora ampiamente in corsa per fare classifica. Possiamo giocarci ancora le nostre carte entrambi e questo potrebbe essere un vantaggio in queste ultime due tappe“.

Gli fa eco Juan Ayuso, che come lui non è riuscito a rispondere immediatamente all’accelerazione degli altri big della classifica generale: “Una giornata orribile. Siamo andati a tutta praticamente tutto il giorno. Abbiamo in qualche modo portato a casa la tappa. Speriamo che domani e dopodomani possiamo ancora fare bene assieme e restare davanti”.

Ai nostri microfoni, Quinn Simmons ha spiegato il suo punto di vista: “Non sono mai stato in quella situazione, è stata piuttosto strana. Valeva la pena provarci. Volevo andare in fuga, ma in un gruppo abbastanza ristretto. Speravo che saremmo stati in 8, magari di una fuga che sarebbe andata via nella parte pianeggiante, in cui forse sarei potuto essere il migliore in salita. Ma quando sei in 60, di fatto sei mezzo gruppo. Non è stato l’ideale, ma valeva la pena tentare. Non spettava a noi controllare la tappa, io ho avuto la possibilità di giocarmi le mie carte per la vittoria. Abbiamo ancora due arrivi in salita davanti a noi”.

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