Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026, il nuovo leader Luke Tuckwell: “Non ci credevamo neanche noi”
Colpaccio di Luke Tuckwell nella sesta tappa del Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026. Il corridore della Red Bull – BORA – Hansgrohe è riuscito a inserirsi nella maxi fuga di 60 corridori che si è avvantaggiata sul gruppo maglia gialla, incapace di reagire e tenere il distacco sotto controllo. L’australiano, partito con circa un minuto di ritardo su Alex Baudin (EF Education – EasyPost), ha gestito lo sforzo nella giornata e ha affrontato la salita finale con il suo passo, per poi mettersi a disposizione del compagno di squadra Maxim Van Gils, poi vincitore della giornata. Arrivato terzo sul traguardo, il secondo classificato del Giro NextGen 2025 ha quindi conquistato la leadership in classifica generale, con ben 2’34” di vantaggio su Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike).
“Non ci credevamo neanche noi quando è partita la fuga – ha dichiarato il classe 2004 ai nostri microfoni dopo l’arrivo – Con queste strade così larghe pensavamo ci sarebbe stata grande bagarre, come l’altro giorno, quando c’è voluta un’ora e mezza. Invece è partito questo gruppone. Quando ho visto molti Uno-X mi son ricordato quel che hanno fatto nella tappa finale del Giro dei Paesi Baschi. C’ero e ho sofferto, quindi mi son detto che dovevo andare anche io. C’era una combinazione perfetta di squadre e corridori, poi loro hanno fatto un ritmo indiavolato. Ho capito presto che ero il corridore meglio posizionato in classifica. Sapevo di avere appena un minuto di ritardo, ma cercavo di non pensarci per non spendere energie mentali su questo”.
Il finale, poi, gli ha permesso anche di mettersi a servizio di Van Gils: “Quando poi siamo arrivati nella valle verso le due salite finali ho visto il vantaggio salire fino a quattro minuti, con cui siamo arrivati alle salite, quindi ho capito che potevo farcela e mi sono detto che dovevo fare una crono fino all’arrivo. Essere in due, con due obiettivi diversi, a volte è rischioso, ma sapevamo entrambi la nostra forza, poi le condizioni di gara son state perfette per noi. Lui è partito davanti con Johannessen e Torres e si attaccavano, sprecando energie, mentre io son salito regolare cogliendo l’attimo per rientrare. Da lì era facile pensare di correre per lui visto il suo spunto veloce“.
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