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Team Sky, Sebastián Henao al servizio della squadra: “Un leader ha sempre bisogno dei suoi gregari”

Sebastián Henao, dopo un inizio promettente tra i professionisti, ultimamente è scomparso dai radar. Il 25enne colombiano del Team Sky, cugino di Sergio, ha rilasciato un’intervista nei giorni scorsi nei quali ha fatto il punto sulla propria carriera. Giunto 17° al Giro d’Italia 2016 a soli 22 anni, sembrava destinato a diventare uno dei tanti uomini di punta della formazione britannica per i Grandi Giri ma alla fine ha preferito dedicarsi principalmente ad aiutare i compagni. Dopo aver disputato il Giro ininterrottamente dal 2014, quando aveva solo 20 anni giungendo 22°, fino al 2017, quest’anno non ha disputato Grandi Giri.

Terminata la stagione con Il Lombardia, a breve tornerà in Colombia per “prendere aria, stare con la famiglia, riposare e staccare un po’ dalla bici”. Nonostante non abbia partecipato a Grandi Giri, afferma che “il bilancio è positivo“, in quanto questa soluzione gli ha permesso di essere “mentalmente e fisicamente” più pronto. In ogni caso, è felice che la squadra abbia vinto sia il Giro che il Tour: “Abbiamo raggiunto ciò che vogliono tutte le squadre. Sono felice per tutto il lavoro che c’è dietro a questi risultati“.

L’anno prossimo, per la prima volta, non correrà insieme al cugino Sergio, che passerà alla UAE Emirates: “Si è presentata questa opportunità e l’ha colta. Dopo sette anni penso che questo cambiamento sarà positivo con nuove sfide e opportunità. Fino ad oggi siamo sempre stati insieme, in allenamento, nelle gare, in stanza, a casa… Sicuramente può fare bene” aggiunge.

Senza il cugino, rimarrà l’unico colombiano insieme a un Egan Bernal in rampa di lancio: “È un ottimo corridore, concentrato e con grande qualità. Sembra che corra da dieci anni. […] Ho un ottimo rapporto con lui e anche con Narvaez che arriverà” racconta in merito.

Dopo un inizio di carriera che lasciava presagire grandi cose, nel quale gli è sempre sfuggita la maglia bianca del Giro d’Italia, si è calato nella realtà del Team Sky accettando i ruoli che gli vengono assegnati volta per volta: “Sono disposto a fare quello che mi tocca, aiutare Geraint Thomas, Chris Froome o Bernal quest’anno nel Tour of California è stato un privilegio. Mi piace fare quel lavoro e quello del gregario è un ruolo importante. Credo che anno dopo anno sono stato in grado di entrare in questo ruolo“.

Un ruolo che nel Team Sky è fondamentale, visti gli obiettivi in ballo: “Basta guardare i gregari a disposizione: Castroviejo, un gran corridore, Golas, Kenny (Elissonde)… da loro c’è molto da imparare – aggiunge – Un leader non vince solo se non ha una squadra al suo fianco, questa è la bellezza del ciclismo. Un leader ha sempre bisogno dei suoi gregari. E un gregario deve essere preparato per questo, per lavorare al cento per cento per il proprio leader, indipendentemente da chi sia”.

Anche per i gregari però è importante vincere ogni tanto: “Ci sono andato vicino, ma arriverà il momento giusto se continueremo a fare le cose nel modo giusto”.

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