Picnic PostNL, nessuna vittoria finora, ma squadra neerlandese resta fiduciosa: “Abbiamo sempre pronto un piano con cui riteniamo di poter influenzare la corsa a modo nostro”

La Picnic PostNL è l’unica squadra WorldTour ancora senza vittorie nel 2026. Il team neerlandese è arrivato ad aprile senza riuscire a conquistare alcun successo stagionale. Il miglior risultato è arrivato proprio questa settimana alla Scheldeprijs, vinta da Tim Merlier, al rientro alle corse, davanti al giovane velocista della Picnic PostNL, Pavel Bittner. Proprio il ceco classe 2002 ha firmato tre dei migliori piazzamenti della squadra, tra cui il terzo posto alla Bredene Koksijde Classic e il sesto alla Ronde Van Brugge. Rispetto ad altre formazioni, già ricche di successi, il team neerlandese fatica a ingranare la marcia. A pesare sono anche diverse assenze per infortunio, come quelle di Warren Barguil, Gijs Leemreize e Timo Roosen, oltre ai problemi fisici che hanno costretto Max Poole a saltare alcuni appuntamenti e all’addio di Oscar Onley, passato alla Ineos Grenadiers. Il direttore sportivo Matthew Winston si era già espresso sulla situazione a marzo; ora, con i risultati che tardano ad arrivare, anche Pim Ligthart è tornato ad analizzare la situazione.

Non è qualcosa che si avverte tra i ragazzi della squadra né tra di noi. Penso che sia più una percezione esterna. Ma restiamo concentrati su noi stessi e guardiamo il meno possibile agli altri. Non siamo demoralizzati e continuo a percepire molta motivazione. Vogliamo dimostrare che è possibile”. Le speranze maggiori sono riposte nel giovane velocista ceco. “Quando andiamo alle corse con Pavel, abbiamo qualcuno da giocare nel finale. Sta andando davvero molto bene. Da quando ha iniziato in Algarve con un terzo e un sesto posto, è rimasto su un buon livello. È vicino ad ottenere quella prima vittoria, e speriamo che arrivi presto”, ha dichiarato Ligthart a Wielerflits.

L’obiettivo per il team neerlandese resta quello di preparare le corse nel miglior modo possibile, sfruttando al massimo le proprie risorse e senza porsi obiettivi irrealizzabili. “La cosa più importante è preparare per ogni corsa un piano realistico e fare ciò che possiamo con la qualità della nostra rosa. In questo modo mantieni motivati i corridori, per raggiungere poi quell’obiettivo intermedio. I ragazzi sono motivati per questo e lo siamo anche noi, ed è così che affrontiamo la corsa”, ha affermato Ligthart che poi ha proseguito: “Che si tratti del Tour de France dell’anno scorso, dove con Oscar Onley lottavamo per il podio, oppure del Giro delle Fiandre, dove puntiamo a entrare nella fuga iniziale, non fa molta differenza. Abbiamo sempre pronto quel piano con cui riteniamo di avere le possibilità di influenzare la corsa a modo nostro. È per questo che lottiamo”.

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