Picnic PostNL, dopo un Giro deludente si prospetta un Tour complicato e con importanti assenze: “Poole non è ancora pronto dopo un virus, Bittner è in dubbio. Non stiamo navigando a gonfie vele, anzi stiamo andando controcorrente”

Prosegue la complicata stagione del Team Picnic PostNL. La formazione neerlandese ha faticato a ottenere risultati nella prima parte di questa annata, conquistando solamente una vittoria, arrivata solo il 30 aprile nella quinta tappa del Giro di Turchia, e raccogliendo anche pochi punti UCI, tanto da attestarsi in 28a posizione nella classifica a squadre, alle spalle anche di molte compagini Professional. Il bilancio del team diretto da Iwan Spekenbrink è stato piuttosto negativo anche al Giro d’Italia, dove in tre settimane sono arrivate soltanto due top-10 di tappa (e zero podi), e le prospettive in vista del Tour de France non paiono migliori, anche per via di alcune importanti assenze alle quali la squadra dovrà far fronte.

Non stiamo navigando a gonfie vele. Anzi, stiamo andando controcorrente – ha dichiarato il direttore sportivo Roy Curvers a Wielerflits parlando della situazione della squadra – A volte è così e bisogna cercare di uscirne. E credetemi, ci stiamo lavorando sodo internamente. Ma se guardate la nostra lista di infortunati e di corridori malati, è comprensibile perché non stiamo andando a gonfie vele. Da un lato bisogna cercare di mantenere la calma e, in ogni caso, assicurarsi innanzitutto che quei ragazzi tornino competitivi il più presto possibile; dall’altro, con il resto dei corridori che possono ancora pedalare, cerchiamo di pianificare e attuare il programma nel miglior modo possibile. Questo non ha sempre portato ai risultati che speravamo“.

Il 46enne ha poi tracciato il bilancio del Giro, dove il team sperava di ripetere il successo di tappa conquistato nel 2025 da Casper Van Uden: “Il primo giorno è andato subito male. E il secondo giorno sono finiti tutti coinvolti in una grossa caduta, in cui Timo de Jong si è subito fatto male al polso o alla mano, il che gli ha praticamente impedito – anche se ci ha provato ancora per qualche giorno – di fare qualcosa. In realtà anche Casper e Sean (Flynn, ndr) ne hanno risentito molto nella prima settimana. È solo a Milano che abbiamo iniziato a sentire di poter fare lo sprint, perché le tappe precedenti erano troppo dure per i veri velocisti“.

La squadra non è quindi riuscita a mettersi in evidenza nelle volate, ma si è vista poco anche in fuga: “Warren (Barguil, ndr) si è fatto valere. Anche Frank (Van den Broek, ndr) nell’ultima settimana, ma ha subito una brutta caduta nella prima settimana e in seguito non è più riuscito a recuperare completamente. Questi ragazzi mostrano comunque segnali che stanno tornando in forma. Il fatto è che senza una preparazione ottimale è molto difficile competere ai massimi livelli in un Grande Giro. Per Frank e Warren non è stato così, e in questi casi si spera solo in un colpo di fortuna che vada nella direzione giusta. Penso che, in linea di massima, abbiamo fatto molte cose bene, ma semplicemente non avevamo il livello necessario. Se al Giro sei al 2 o 3% in meno, non ottieni nulla dal tuo investimento”.

Da qui, l’ultimo posto sia nella classifica dei punti UCI guadagnati, che in quella dei premi in denaro: “È doloroso da leggere e da sentire, naturalmente, ma voglio dire, è solo una conferma di ciò che già si sa. Se sai cosa hai ottenuto ogni giorno, non è una sorpresa ritrovarti con ben poco alla fine. Come ho detto, stiamo lavorando molto duramente per riportare tutti in forma“.

Da questo punto di vista, però, le cose sono complicate anche per il Tour: “Timo Roosen è tornato, Nils Eekhoff è tornato. Questo è positivo. Max Poole è sulla buona strada dopo un virus, ma purtroppo non è ancora pronto per le gare. Per lui dobbiamo constatare che il Tour sarà molto difficile, anzi impossibile. E poi Pavel Bittner è caduto a Dunkerque. La situazione della sua caviglia sembrava davvero molto grave. Ora sta facendo passi nella giusta direzione, ma la domanda è: sarà in forma in tempo per il Tour? Ci sono quindi ancora alcune preoccupazioni. Da un lato abbiamo alcune seconde linee che stanno tornando e che sembrano davvero aver ritrovato la forma giusta. Ma avevamo intenzione di lavorare con Pavel in vista del Tour e, se lui salta una fase della preparazione, resta da vedere fino a che punto riuscirà a tornare al livello richiesto per il Tour e se ciò sia realistico“.

Se dovesse rinunciare a queste due importanti pedine, il team potrebbe dover puntare sulle fughe anche alla Grande Boucle: “Non siamo ancora giunti a questa conclusione. Ma per ora bisogna comunque considerare diversi scenari. Se Pavel fosse in forma in tempo per il Tour, nelle tappe di volata è un corridore che, normalmente, si contende il podio. Ma il Tour ha altre quindici tappe. Per quelle quindici tappe bisogna anche fare un piano e cercare degli obiettivi. Non sarà diverso”.

In conclusione, Curvers ha parlato anche della situazione di Fabio Jakobsen, che negli scorsi giorni era stato criticato da Tom Dumoulin: “Penso che la situazione sia chiara: si tratta semplicemente di un problema di forma fisica. Abbiamo attraversato un periodo un po’ difficile negli ultimi mesi. È appena diventato padre, quindi ovviamente non era l’ideale in termini di equilibrio tra lavoro e riposo”. Il 29enne è di recente finito fuori tempo massimo in una tappa della Boucles de la Mayenne: “Se sta male una settimana, fa un passo indietro e scende appena sotto il limite. Naturalmente si spera che sia un po’ più avanti, in modo da poter affrontare una gara come la Boucles de la Mayenne per migliorare e fare un passo avanti. Non ci è riuscito, ma ora c’è un periodo in cui può allenarsi di nuovo e ricominciare a costruire“.

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