Liegi-Bastogne-Liegi 2026, Christian Prudhomme: “Sogno uno sprint tra Pogacar e Seixas per la vittoria e credo che sia possibile”

Concluse le classiche del pavé, è tempo ora di guardare a quelle delle Ardenne, il cui clou sarà rappresentato dalla Liegi-Bastogne-Liegi 2026. Quarta Monumento della stagione, la Doyenne di domenica 26 aprile si preannuncia già come teatro di un nuovo scontro tra grandi campioni, tra i quali ci sarà ovviamente quello uscente, Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG), vincitore anche nel 2021 e 2024 e a caccia di un nuovo successo prestigioso. A cercare di contrastare il fenomeno sloveno ci sarà anche colui che da più parti viene indicato come il suo erede, il talentino francese Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), e c’è chi vede già un possibile scontro diretto tra i due per la vittoria nella classica belga.

Si tratta del direttore del settore ciclismo di ASO (società che, oltre al Tour de France, organizza anche la Liegi) Christian Prudhomme, che durante la trasmissione “Bartoli Time” su RMC non ha nascosto di sperare in un certo scenario: “Sogno uno sprint a Liegi tra Pogacar e Paul per la vittoria della Doyenne, che è una delle cinque Monumento del ciclismo, e credo che sia possibile. Credo che, indipendentemente dagli attacchi, Paul Seixas non verrà distanziato sulla Redoute o sulla Roche aux Faucons“.

Pur sottolineando il potenziale del 19enne transalpino, il direttore della Grande Boucle ha riconosciuto lo straordinario talento e la grande regolarità del fenomeno sloveno: “Abbiamo un campione che fa quello che faceva Eddy Merckx 50 anni fa. Non solo le vittorie, ma anche il fatto di essere presente da marzo a ottobre”. Il 65enne ha ricordato un episodio riguardante Pogačar e la Parigi-Roubaix (altra gara ASO): “La scorsa stagione, abbiamo saputo che sarebbe stato sulle pietre già a gennaio e mi sono detto che sarebbe stato lì per allenarsi in vista dell’anno successivo. Invece no, tre mesi dopo ha corso la gara ed è arrivato secondo“.

Un piazzamento che si è ripetuto anche quest’anno e che, tutto sommato, non sembra provocare dispiacere a Prudhomme, che spera così di vedere il campione del mondo al via della Roubaix anche il prossimo anno: “La sua caccia alla quinta Monumento gli è sfuggita, l’unica che gli manca. In un certo senso, non mi dispiace“.

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