Giro d’Italia 2026, l’ammiraglia Lidl-Trek non ci sta: “Si critica senza sapere cosa succede all’interno della squadra”

Le tattiche della Lidl-Trek sono state a lungo oggetto di discussione nel corso del Giro d’Italia 2026. La presenza di ben tre potenziali capitani, Derek Gee-West per la classifica, Giulio Ciccone per le tappe e Jonathan Milan per le volate, sembrava difficile da far coesistere. E il fatto che fino a Roma non sia arrivato il successo, ha alimentato voci di negatività. Una lettura che forse cela il bilancio complessivamente positivo per gli statunitensi che hanno ottenuto, oltre alla vittoria nella frazione conclusiva, la Maglia Azzurra di miglior scalatore con Ciccone e la top 5 in classifica generale con Gee-West.

Sono state fatte tante critiche, senza sapere cosa stesse succedendo all’interno della squadra – ha dichiarato il direttore sportivo in carica al Giro, Gregory Rast, in un’intervista a In de Leiderstrui – Avevamo stabilito delle gerarchie a inizio Giro e ci siamo allineati su quelle. Anche nella tappa 19 (quella di Alleghe), ci siamo chiesti se fosse stata la mossa giusta di far andare via Ciccone e tenere dietro Derek. Ma è stata una decisione presa sul momento. In molti erano dalla nostra parte, solo dall’esterno ci hanno trattato da idioti. Facendo diversamente, forse Gee-West non avrebbe guadagnato terreno sul gruppo”.

Con i se e con i ma non si va da nessuna parte. A volte i giudizi sono anche figli delle circostanze, come avvenuto in casa Lidl-Trek. Sicuramente quando hai due corridori forti come Ciccone e Gee-West davanti ti aspetti che possa arrivare il successo. Ma in alcune occasioni bisogna anche prendere atto della forza degli avversari, come successo con Sepp Kuss.

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