Giro d’Italia 2025, Nico Denz vince e risolleva il morale della Red Bull: “Dopo il ritiro di Roglic sembrava che tutti i nostri sforzi fossero inutili, la vittoria di oggi è speciale”

Nico Denz si aggiudica la diciottesima frazione del Giro d’Italia 2025. Grazie ad un attacco in solitaria a circa 20 chilometri dalla conclusione, il tedesco della Red Bull-Bora-hansgrohe è riuscito ad anticipare la concorrenza di tutti i suoi numerosi compagni di fuga, lanciandosi in una sorta di cronometro individuale verso il traguardo di Cesano Maderno e resistendo all’inseguimento del gruppetto inseguitore in cui è stato Mirco Maestri (Polti VisitMalta) a regolare tutti in quella che è stata la volata dei battuti. Dopo la grande delusione del ritiro di Primoz Roglic, la vittoria di oggi rappresenta una sorta di rinascita per la formazione tedesca, capace di rialzarsi dopo aver visto sgretolarsi tutti i piani fatti alla vigilia della Corsa Rosa.

Intervistato dopo l’arrivo, il 31enne di Waldshut-Tiengen non ha nascosto l’emozione per il suo successo, sottolineando tutti gli sforzi fatti da lui e dalla squadra per preparare questa corsa e l’importanza di questa vittoria anche a livello morale: “Questa è probabilmente la vittoria più emozionante della mia carriera – spiega Denz – Dopo aver perso Jai nelle prime tappe, abbiamo perso Primoz, sul quale avevamo puntato tantissimo e su cui tutti, sia noi corridori che lo staff, puntavamo per vincere questo Giro. Siamo stati in altura per due mesi, siamo stati lontani da casa per tre mesi per preparare questo Giro, io non ho visto mia moglie e i miei figli. Perdere un capitano come Primoz ha significato anche perdere un sogno, sembrava che tutto il nostro duro lavoro fosse inutile. Fortunatamente siamo riusciti a cambiare le cose, anche con Giulio che sta facendo un Giro incredibile, e abbiamo trovato la motivazione. Vincere oggi – ammette, quasi in lacrime, il tedesco – tra l’altro nel giorno della festa del papà, è speciale”.

Ripercorrendo poi gli aspetti tattici della giornata odierna, il classe 1994 spiega di aver messo questa tappa nel mirino già da qualche giorno, lasciando poi che l’istinto lo guidasse nel momento dell’attacco decisivo: “Quando Primoz si è ritirato ho sfogliato il Garibaldi e ho capito che, tra il Mortirolo e il Colle delle Finestre, ci sarebbe stata solo una tappa adatta a me che era quella di oggi. Ho studiato un piano e la squadra mi ha dato la libertà di provarci. Quando mi sono trovato in fuga ho semplicemente seguito il mio istinto. Nel finale non c’era grande collaborazione nel gruppo e ho deciso di provarci e di giocarmi le mie carte”.

Il tempismo era davvero importante oggi – ha poi aggiunto il tedesco ai nostri microfoni – Con così tanti corridori, puoi andare in fuga e sprecare, oppure puoi cercare di correre in modo intelligente ma mancare il momento. Quindi, è un equilibrio che devi trovare e io sono contento di esserci riuscito in entrambe le occasioni. Quando c’è stata la prima fuga con il grande gruppo che è fuoriuscito, ho colmato il gap all’ultimo momento. Anche la seconda volta che il gruppo si è diviso, ho colmato il gap all’ultimo momento, quindi è stata una questione di tempismo e di non sprecare energie per niente”.

Il 31enne non ha sprecato la sua occasione: “Avere la possibilità di fare un risultato personale nel mio ruolo non è particolarmente facile in questa squadra, con tutti i grandi corridori che ci sono. Quando si hanno queste piccolissime possibilità poi bisogna sfruttarle, sono super orgoglioso di averlo potuto fare oggi, di aver avuto questa unica possibilità e di averla sfruttata. È incredibile. Davanti c’erano tre squadre con velocisti: Alpecin, Visma e ovviamente Lidl-Trek. Quindi per me era chiaro che, se non fossero stati in testa, avrebbero inseguito, e anche quando davanti fossero stati tutti liberi di fare la loro corsa, non sarebbe rimasto nessuno a inseguire. Quindi, dovevo essere lì e ho scelto il mio momento. Alla fine, serve anche la fortuna“.

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