E3 Saxo Classic 2026, cosa è successo nell’ultimo chilometro? “Situazione strana… Abbiamo scommesso e abbiamo perso”

Mathieu van der Poel ha vinto con merito la E3 Saxo Classic 2026, ma nell’ultimo chilometro gli è stato fatto un regalo. Partito da lontanissimo, il fenomeno neerlandese nel finale ha sofferto il vento contrario e ha visto gli inseguitori avvicinarsi fino ad averlo praticamente ripreso, tanto che lui stesso sembrava ormai volersi rialzare per conservare qualcosa in vista dello sprint. Improvvisamente però è cambiato qualcosa e dietro hanno rallentato, una esitazione che non puoi concedere a un corridore con un “killer istinct” così sviluppato come quello del leader della Alpecin – Premier Tech, che ha subito colto l’attimo per rilanciare e trionfare in solitaria.
La madre que me parió.
Que cojones es esto, a diez metros y no cierras el hueco con un tal Mathieu Van der Poel, pardillada histórica, y narración a la altura 🔝🔝
Una más para la buchaca de la bestia.#E3Saxoclassic
— ATHLETICtribunerosNO (@AthTribunerosno) March 28, 2026
Ma cosa è successo nel finale? Come quattro uomini che avevano collaborato perfettamente fino a quel momento hanno finito per piantarsi e mandare in fumo le loro speranze di vittoria? “I miei compagni di avventura hanno deciso di giocare e a quel punto anche io ho deciso che non sarei stato io a chiudere – ci ha spiegato dopo l’arrivo Florian Vermeersch, mostrandosi sereno – È un peccato che sia andata così, ma è il ciclismo. Ne abbiamo parlato con Per. Non è che sono arrabbiato, sono deluso, ma capisco le decisioni tattiche. La vita va così”.
Il portacolori della Visma | Lease a Bike conferma di aver cambiato atteggiamento nel finale: “Era una situazione difficile – ammette Per Strand Hagenes – Ovviamente, Mathieu è fortissimo, magari ce la potevamo giocare diversamente, ma ho scelto di restare calmo e correre il rischio. Poi nessuno ha voluto chiudere e è andata così. Non sono uno dei corridori di primo piano. Non ho sempre queste opportunità, ma serve anche fortuna, oltre alle gambe”.
Stan Dewulf invece non si sbilancia, ma forse lui era il meno coinvolto in quanto successo, visto che era reduce dalla fuga, autorizzato in qualche modo a restare passivo: “Era una situazione strana il fatto di riuscire a rientrare. Penso che tutti a quel punto eravamo convinti che lo avremmo ripreso e che avremmo fatto una volata a quattro, ma alla fine è mancato qualcosa. È stata una situazione molto strana”.
Il quarto uomo, Jonas Abrahamsen, colui che per primo ha smesso di dare cambi, portando così gli altri a reagire a catena, ne ha parlato con In de Leiderstrui: “Sono stato un po’ sorpreso che Florian si sia girato verso di me. Io avevo finito la benzina e ormai pensavo solo a un posto sul podio”.
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