© Team Ineos

Chris Froome, il chirurgo conferma l’ottimismo: “L’insieme delle lesioni subite non mette in pericolo il suo futuro sportivo”

Dopo una giornata di preoccupazione, il quadro clinico di Chris Froome appare molto più rassicurante. Confermate le numerose fratture, per le quali il Keniano Bianco è stato operato la notte stessa del suo ricovero all’ospedale universitario di Saint-Etienne, i timori di possibili conseguenze per lesioni interne sembra ormai essere definitivamente scacciato, con la possibilità dunque di guardare con più ottimismo al comunque difficile percorso che attende il leader del Team Ineos. Ormai assodato che la sua stagione è finita, il corridore resterà almeno altre 24-48 ore nel nosocomio francese, sempre nel reparto di terapia intensiva, ma appare una prassi normale per un corridore politraumatizzato. Una misura precauzionale dunque più che un reale timore riguardo il caso specifico.

Il quadro si è stabilizzato in maniera abbastanza rapida – conferma il dottor Rémi Philippot, il primario di ortopedia che lo ha operato – Attualmente è in terapia intensiva per un monitoraggio di routine in seguito ad un trauma ad alta energia come quello che ha subito e un politrauma con fratture multiple. L’operazione è stata effettuata in regime di semi-urgenza per stabilizzare le lesioni ossee ed evitare complicazioni che possono sopraggiungere in questo tipo di traumi”.

La prima tappa del suo percorso è dunque compiuta, mentre adesso c’è soprattutto attesa e aspettare la spontanea guarigione: “Bisogna lasciar fare la natura affinché si consolidi in maniera naturale e a una velocità ragionevole, con una stima solitamente che va da un mese a due mesi e mezzo”. Una forchetta ampia che chiaramente costringe Froome a saltare tutto il 2019, con delle tempistiche complessive confermate per un minimo di sei mesi “in cui non potrà affrontare alcuna competizione” visto che sono necessarie anche le tempistiche per la consolidazione ossea e per “un periodo di rieducazione e riatletizzazione”.

Tuttavia, anche il medico transalpino, come molti suoi colleghi già ieri, conferma l’ottimismo riguardo il suo pieno recupero, per il quale ha da subito chiesto di essere aggiornato da parte dei medici. “L’obiettivo è che possa tornare in sella – conferma – L’insieme delle lesioni subite non mette in pericolo il suo futuro sportivo. Non sono lesioni che minacciano la sua mobilità, inoltre gli sportivi di alto livello hanno sempre tendenza a recuperare in maniera eccezionale”.

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