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Calendario, Renato Di Rocco anticipa: “Ripresa non prima di luglio, Giro forse ad agosto. Spero no porte chiuse, ciclismo occasione di rinascita popolare”

Sono tre gli scenari plausibili a questo punto per il nuovo calendario. È quanto rivela il presidente della Federciclismo e vicepresidente UCI Renato Di Rocco alla vigilia di una importante conference call con tutti gli attori principali del ciclismo, ovvero le federazioni, gli organizzatori, le squadre e i corridori. L’obiettivo chiaramente è studiare un nuovo calendario che possa cercare di accontentare il più possibile le varie parti in causa, anche se in questo momento appare complicato e prematuro avere delle risposte certe riguardo quando si potrà ripartire. Inoltre, anche il dirigente abruzzese sottolinea la necessità di un periodo di ripresa della condizione per gli atleti, molti dei quali (come circa il 40% della popolazione mondiale), confinato in casa, senza la possibilità di allenarsi correttamente.

Considerando che “ad oggi è impossibile avere una data certa”, tre attualmente le opzioni sul tavolo: 1° luglio, 15 luglio e 1° agosto. Il che sembrerebbe tagliare fuori in maniera definitiva le speranze di coloro che pensavano che si potesse tornare in tempo per il Giro del Delfinato, ovvero il 31 maggio. L’UCI andrebbe così a prolungare in maniera considerevole il blocco alle corse attualmente in vigore sino al 30 aprile (la prima corsa in programma in calendario comunque ormai è al 16 maggio), anche se comunque si potrebbero avere eventi minori, da utilizzare come preparazione, già nel mese di giugno, sempre che gli organizzatori riescano a trovare modo per correre il proprio evento in un contesto, anche economico ormai, tutt’altro che semplice.

“La prima data da individuare penso sarà il primo luglio, ma nel momento in cui si calendarizza un evento servirà almeno un mese per gli atleti che sono stati fermi in modo che possano ricondizionare il proprio stato di forma – spiega all’Ansa Di Rocco , che valuta anche la possibilità di correre il Giro d’Italia già ad agosto, quindi dopo il Tour de France e sostanzialmente al posto della Vuelta a España come era emerso tra le opzioni nelle scorse settimane – Se non si dovesse spostare il Tour, agosto potrebbe essere una soluzione per il Giro. Se invece il Tour dovrà spostarsi, si darà priorità al Tour come impatto mediatico nel mondo, poi al Giro”. Un puzzle che necessariamente richiederà molta pazienza e sapienza visto che a disposizione “c’è uno spazio ridotto” e che “le gare dei primi tre mesi della stagione vanno riposizionate negli ultimi tre mesi”.

Infine, una considerazione anche sul correre senza pubbliche, un concetto di porte chiuse che secondo il numero uno della Federciclismo non è applicabile al nostro sport, non in Italia: “Spero di no – conclude – Sarà una occasione straordinaria, soprattutto per l’Italia, per rilanciare un po’ quella che è stata la compressione. Rimanere a casa un mese, o forse due, è stato molto difficile per tutti. Penso posso esser un momento di rinascita della passione e dell’entusiasmo. Il grande tifo inoltre serve agli atleti nei grandi eventi, specialmente quando fanno certi sforzi su 21 giorni (chiaro il riferimento alla Corsa Rosa, ndr). Il ciclismo va incontro al pubblico nelle strade, passa sotto le finestre, quindi far mancare la passione popolare a questo evento non penso sia una buona opportunità, soprattutto per una Italia che deve rispingere a livello economico”.

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