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© ASO / Fabien Boukla

Amstel Gold Race 2021, Primoz Roglic: “Corsa non adatta a me, qui per aiutare Van Aert. Polemiche dopo Imola? Io e Wout conosciamo perfettamente la situazione”

Primoz Roglic si nasconde prima della Amstel Gold Race 2021. Il corridore della Jumbo-Visma, infatti, è stato inserito nella selezione del suo team per la classica neerlandese che andrà in scena domani, ma nella conferenza stampa di presentazione si è escluso dal lotto dei favoriti. Il vincitore dell’ultimo Giro dei Paesi Baschi ha infatti dichiarato di non essere particolarmente adatto al percorso di domani, spiegando che la sua presenza servirà principalmente a Wout Van Aert, che grazie a lui e probabilmente anche a Jonas Vingegaard, non sarà costretto a seguire qualsiasi azione, come invece gli è capitato di dover fare in qualche altra corsa belga.

Non direi che è il percorso adatto a me, ma non importa – ha esordito – Siamo qui con una squadra fortissima e non dobbiamo preoccuparci di questo. Wout è generalmente molto più veloce di me e Jonas Vingegaard, quindi credo che per lui sarà importante aspettare il finale, prima invece toccherà a noi. Non sono un grande specialista di questa corsa, ma magari potrò essere davanti per evitare che Wout debba saltare sulla ruota di chiunque provi a muoversi e possa risparmiarsi per il finale. Ma se dovesse succedere che Jonas va via ai -50 e vince, ci va bene lo stesso”.

Lo sloveno ha poi risposto anche a chi gli ha ricordato anche la mancata collaborazione con Van Aert ai mondiali di Imola vinti da Alaphilippe, quando però i due indossavo i colori delle rispettive selezioni nazionali, che aveva creato qualche polemica soprattutto in Belgio: “Innanzitutto non ne avevo più e poi io correvo per la Slovenia e lui per il Belgio. Non riuscivo a capire la polemica. E anche se fossi stato benissimo e avessi cominciato a tirare immediatamente per Wout, cosa avrebbero fatto gli altri del gruppetto? Ripeto, non avremmo guadagnato nulla. Penso che sia io che Wout conosciamo perfettamente la situazione, ma posso capire anche la passione dei tifosi belgi”.

Infine sulla decisione di passare direttamente al Tour dopo le Ardenne, facendo soltanto degli stage nel mezzo, il classe ’89 ha dichiarato di voler rimanere flessibile: “Vedremo, perché è un bel po’ di tempo senza gare.  Sono sempre pronto a buttarmi in corsa subito dopo il ritiro in altura. Ma se dovessi capire di aver bisogno di ritrovare il ritmo di gara, allora potremmo sempre trovare qualche corsa alla quale partecipare”.

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