Vuelta a España 2026, Primož Roglič: “Sono nello scenario perfetto. Mas mi ha sorpreso, ma sono ottimista per le prossime tappe”
Primož Roglič si presenta con determinazione al via della terza e ultima settimana della Vuelta a España 2026. Il leader della Red Bull-Bora-hansgrohe resta in piena corsa per la Maglia Rossa, visto che attualmente è terzo in classifica, con un distacco di 2’10” da Enric Mas, mentre di soli 4” da Felix Gall. Nonostante fino ad ora in salita lo sloveno non sia stato all’altezza del rivale spagnolo, dalla sua avrà la cronometro di Jerez de la Frontera, in cui potrà sfruttare le sue doti per recuperare terreno nei 32 chilometri previsti. L’obiettivo di conquistare un titolo storico quindi resta concreto, ricordando infatti che diventerebbe il primo a riuscire a vincere per cinque volte la Vuelta.
In un’intervista a MARCA lo sloveno ha parlato innanzitutto dei rivali e alla domanda chi tema di più tra Mas e Gall, ha risposto così: “Nessuno, in realtà. Devo fare la mia gara. In fin dei conti, non lotto per vincere così spesso. Credo che loro stiano lottando per le loro prime vittorie. La situazione è diversa. Vedremo quali opportunità ci offrirà la gara. Sono soddisfatto di come sono andate le cose finora”.
Un momento chiave sarà quindi la cronometro, ma che potrebbe comunque non bastare per recuperare il gap attuale: “Non credo. I rivali stanno andando molto veloci e io sto perdendo tempo. Ogni secondo che riuscirò a guadagnare prima della cronometro sarà prezioso. Manca poco e allo stesso tempo molto”. In ogni caso resta ancora l’uomo da battere: “Mi vedono ancora come una minaccia. Continuano a considerarmi un rivale. Ma staremo a vedere. Entriamo nell’ultima settimana e possono ancora succedere molte cose”.
Lo sloveno è soddisfatto di quanto fatto fino ad ora e crede di essere dove si merita: “Sono nello scenario perfetto. La posizione in cui mi trovo è quella giusta per me. Lo accetto, è così. Questo non significa che non darò il meglio di me stesso né che non proverò a fare tutto il possibile. Vedremo cosa significherà questo rispetto agli altri”.
Anche lui ammette di essere stato sorpreso da Mas, ma sottolinea anche che la forma sia molto diversa: “Sì, mi ha sorpreso. Mi piacerebbe essere in forma come lui, ma so come sono arrivato a La Vuelta e come l’ho affrontata. Tra la riabilitazione e la preparazione, non sono al mio meglio, ma sono comunque a un buon livello. Sono molto contento. Probabilmente è il miglior livello che ho raggiunto in questa stagione”. Per quanto riguarda la possibilità di attaccare lo spagnolo invece: “È difficile dirlo. Se hai le gambe, certo, perché no? Se non le hai, è difficile fare qualcosa. Sono ottimista in vista delle tappe che ci aspettano”.
Il ritiro del connazionale Tadej Pogačar è stato decisivo nelle dinamiche di corsa: “Sì la gara è più aperta per tutti. Probabilmente significa solo essere una posizione più in alto, no? Se lui fosse qui, saremmo tutti dietro”. Tra i due c’è stato anche un contatto dopo l’incidente: “Gli ho scritto per augurargli una pronta guarigione. Spero che possa tornare presto nel gruppo”.
Infine per quanto riguarda il futuro, Roglič non si sbilancia, visto che al momento sono ancora in corso trattative con diverse squadre per il prossimo anno, ma sembra almeno dare una conferma che non si riterrà: “No, non ne ho idea. Adesso non è il momento di pensarci. La prima cosa importante è portare a termine questa Vuelta. Poi vedremo, ma potrebbe darsi che ci rivedremo anche nella prossima edizione”.
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