Tour de France 2026, fra aziende pubbliche e multinazionali “piovono” sponsorizzazioni importanti: che differenza con altre corse WorldTour…

Il Tour de France è indiscutibilmente l’evento ciclistico più importante al mondo. Il Grande Giro francese, che quest’anno si svolgerà dal 4 al 26 luglio, rientra probabilmente fra gli appuntamenti sportivi più seguiti in termini assoluti e, per certi versi, fa “pesare” la sua popolarità. La macchina organizzativa, retta da Amaury Sport Organization (ASO), è imponente, ma il sostegno su cui poggiare le basi di tutto questo di certo non manca. Anzi, negli ultimi anni le grandi aziende interessate a legare la propria immagine al Tour de France sono andate aumentando, come testimoniano anche gli ultimi due accordi commerciali che sono stati resi noti.

Prima è arrivata SNCF, la Società Nazionale delle Ferrovie francesi, che sarà “fornitrice ufficiale” del Tour a partire dall’edizione alle porte e almeno fino a quella del 2028. L’accordo fra la corsa e  una delle principali aziende pubbliche francesi, concessionaria in esclusiva sia dei servizi pubblici di trasporto ferroviario sia delle infrastrutture della rete ferroviaria nazionale, vale anche per la corsa femminile. Fra i termini della sponsorizzazione c’è anche l’allestimento del treno speciale, un TGV, che porterà i corridori e i componenti delle squadre dalla zona dell’Alpe d’Huez, dove si concluderà la penultima tappa, a Parigi, dove poi, il giorno dopo, andrà in scena la frazione conclusiva. Una mossa che viene presentata anche in chiave “ecologica”, visto che quello dei trasferimenti, nell’arco di un Grande Giro, è un tema sempre molto caldo sotto questo aspetto.

Pochi giorni dopo è arrivata anche la firma di un nuovo contratto con McCain Foods, multinazionale canadese che è considerata la “maggiore produttrice mondiale di prodotti congelati a base di patate”. Il marchio in questione era già stato legato al Tour, fra il 2014 e il 2018, e ora ha voluto tornare nell’ampio “portafoglio” di sponsor della Grande Boucle. Il nuovo accordo ha valenza quinquiennale, con scadenza quindi alla fine dell’edizione 2030.

“Il Tour de France è molto più di una competizione sportiva. È un evento globale che raccoglie l’interesse di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, ogni anno, per una festa popolare, conviviale e intergenerazionale“, le dichiarazioni entusiaste che arrivano da casa McCain, “firmate” da Julien Tomei, direttore generale delle attività in Europa, Medio Oriente e Nord Africa.

Marchi di peso, pubblici e privati, che vanno ad affiancarsi a quelli già presenti e che non fanno altro che aumentare il “margine operativo” disponibile per l’organizzazione del Tour. E, per certi versi la cosa può anche sorprendere, considerando le difficoltà che altri appuntamenti ciclistici di prim’ordine stanno vivendo, sotto quest’aspetto, negli ultimi tempi. Basti pensare al Giro di Svizzera, che negli anni ha ridotto progressivamente l’ampiezza dell’evento proposto, e anche al “vicino”, in termini territoriali, Giro di Romandia, che per l’edizione 2026 non ha potuto far conto neppure su uno sponsor primario e che ha dovuto, sempre per quest’anno, cancellare la gara femminile.

Il parallelismo fra Tour de France e Giro d’Italia, infine, può reggere fino a un certo punto. Da rilevare, comunque, che per l’edizione 2026 il Grande Giro italiano ha “marchiato” la Maglia Rosa con uno sponsor istituzionale. Inoltre, è di pochi giorni fa la notizia che RCS Sports&Events, la società che organizza il Giro d’Italia, verrà scorporata rispetto alla casa madre RCS. Il movimento in questione farebbe pensare anche a una potenziale vendita della “sezione sportiva”, macchina organizzativa del Giro (e delle altre corse italiane) compresa. In precedenza, il proprietario Urbano Cairo aveva smentito questa possibilità, ma la voce, in ogni caso, continua a circolare.

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