Giro di Romandia 2026, manca ancora lo sponsor principale: “Così non potremo tenere a lungo”
Allarme per il Giro di Romandia 2026. L’organizzazione della storica corsa a tappe svizzera ha fatto sapere di non avere trovato uno sponsor principale, il che causa un grosso buco nel suo budget, ma ancor di più rischia di creare seri problemi in prospettiva futura. Malgrado la certezza della partecipazione di Tadej Pogacar, la rassegna elvetica non è dunque riuscita a convincere una nuova azienda a prendere il posto di Le Maréchal, che per molti anni era stato il main sponsor dell’evento. Una situazione che va a creare un buco di circa 450.000 franchi svizzeri rispetto al budget complessivo di 4,5 milioni. Non poco…
“E sarà molto difficile recuperare – spiega al telefono Richard Chassot, il direttore della gara, a 20 Minutes – Perché si tratta di budget importanti… Per quest’anno, tutto ciò che si poteva stampare è già stato stampato. Gli striscioni, gli archi d’arrivo, ovunque sia possibile inserire pubblicità. Se qualcuno volesse diventare sponsor principale per questa edizione, sarebbe quasi una missione impossibile. Oppure si trova un mecenate che sia felice di apparire sulla nostra maglia gialla, che sia contento di questa visibilità e che si dica disposto a contribuire a salvare la corsa”.
Il punto infatti è proprio il futuro: “Non disponiamo delle riserve necessarie per organizzare tre o quattro edizioni in attesa di trovare un eventuale sponsor – aggiunge l’ex corridore – Abbiamo abbastanza per organizzare una edizione senza il sostegno per la maglia gialla. Ma poiché non voglio abbassare i nostri standard di sicurezza o di alloggio e desideriamo rimanere nel WorldTour, ogni giorno ci costa molto denaro. Il Covid ha intaccato parte delle nostre riserve e abbiamo l’obbligo di trovare uno sponsor principale”.
L’obiettivo a questo punto è cercare di usare quest’anno per riuscire ad attirare un marchio che voglia legarsi alla corsa per il prossimo anno: “Senza un mecenate o uno sponsor principale per il 2027, non riusciremo a mantenere l’equilibrio. Nel ciclismo è una situazione delicata, perché, a differenza di quasi tutti gli altri sport, non è possibile vendere biglietti”.
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