Tour de France 2025, ASO scontenta: “Le squadre dei velocisti stanno tagliando il ramo su cui sono sedute. Prima non succedeva perché c’erano più squadre invitate”

Thierry Gouvenou si scaglia contro l’atteggiamento delle squadre dei velocisti in questo Tour de France 2025. Il direttore tecnico di ASO, l’uomo deputato a disegnare i percorsi della Grande Boucle, esprime tutto il proprio disappunto, e ovviamente quello della sua società, per come si stanno svolgendo le tappe pianeggianti, visto che nelle due che ci sono state sinora praticamente non c’è stata alcuna fuga. Un non spettacolo che ovviamente crea problemi soprattutto per quanto riguarda la trasmissione TV, ovviamente uno degli aspetti fondamentali per l’organizzatore della corsa più importante al mondo, che non può permettersi di sostanzialmente non avere una corsa fino a pochi chilometri dall’arrivo.

“Da qualche tempo, circa 2-3 anni, notiamo che quasi tutte le tappe per velocisti sono molto monotone, completamente bloccate dalle squadre dei velocisti che creano una coalizione e nessuno vuole più attaccare perché sanno che è perduta in partenza – spiega il dirigente transalpino a EurosportÈ sempre stato un po’ così, ma ormai è una situazione esasperata ed è un problema. Dopo l’anno scorso abbiamo cambiato alcune cose, apportando alcune modifiche in alcune frazioni per velocisti come a Rouen e come lo sarà a Toulouse, per cercare di avere una situazione più dinamica e avere qualche attacco nel finale. Ma ci sono posti dove non ci sono strappi a disposizione e bisogna proporre tappe come queste”.

Un insieme di fattori quello che porta a questo problema, ma che secondo Gouvenou risiede principalmente nell’atteggiamento delle squadre dei favoriti di giornata, seppur non unicamente: “Prima non succedeva, perché c’erano più squadre invitate. Ora quasi tutte sono selezionate d’ufficio. Quindi c’è una sorta di garanzia per loro che porta al fatto che non ci siano più azioni. Per noi è un problema. È triste vedere il gruppo sfilare per 150-200 chilometri senza attacchi. Dobbiamo ringraziare ieri l’azione della TotaEnergies, che sono partiti pur sapendo di non avere possibilità, ma fa parte del Tour de France. Penso che le squadre dei velocisti stanno tagliando il ramo su cui sono sedute e presto non potremo continuare a offrire uno spettacolo come questo. Il loro bloccare il gruppo farà sì che non ci saranno più tappe per velocisti. Lo scorso anno ne avevamo 8-9, quest’anno sono 5-6 e magari diventerà la norma in futuro”.

Sembra difficile invece poter pensare di introdurre novità nelle classiche, magari con un’altra maglia come era quella dell’Intergiro un tempo, che ovviamente porta interesse anche solo ad andare in fuga dal mattino. “Siamo limitati con le maglie dall’UCI – commenta al riguardo – Non possiamo aggiungerne una così, solo schioccando le dita. Servono cambiamenti nel regolamento e al momento non c’è niente al riguardo”.

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