Tour de France 2022, Guillaume Martin contro il protocollo covid: “Se non avessi detto nulla dei sintomi, sarei ancora in gara. Penso che altri facciano così”

Guillaume Martin deluso dal protocollo Covid che l’ha costretto ad abbandonare il Tour de France 2022. Proprio prima del via della tappa vinta da un corridore ammesso in gara nonostante la positività al covid-19 come Bob Jungels, il corridore della Cofidis è risultato positivo al tampone, ma al contrario del lussemburghese è stato costretto a lasciare la Grande Boucle a causa di un alto tasso di contagiosità. Il classe ’93, al suo primo ritiro dal Trofeo Laigueglia 2018 (in mezzo 362 giorni di corsa sempre portati a termine) è stato critico ai microfoni dell’Equipe con il protocollo, spiegando che se avesse nascosto i sintomi, ora sarebbe ancora in gara.

“Quando sei troppo buono, finisce che rimani fregato – ha esordito – Il protocollo è estremamente vago e troppo aperto a interpretazione varie. Anche quello è stato il mio problema: pensavo fosse strutturato in modo che un corridore potesse correre se asintomatico. Quando ho fatto il tampone domenica mattina, è venuto fuori che ero altamente contagioso, ma questo livello di contagiosità non è previsto nel protocollo”.

Il corridore transalpino, che ha fatto il tampone dopo aver riferito al medico della Cofidis di avere un leggero mal di gola, è convinto che altri suoi colleghi agiscano diversamente: “Se non avessi detto nulla sabato, domenica avrei continuato a correre. E penso che altri corridori facciano così. Ovviamente questi sono solo rumor e congetture, ma mi sembra illogico che io sia l’unico in questa situazione. Molti corridori non sono al loro livello e deve esserci una spiegazione. Potrebbe esserci un cluster d’infezione in gruppo? Certamente è possibile. La bolla viene rispettata sempre meno”.

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