Andreas Leknessund (Uno-X Mobility): Dopo essere stato quattro volte secondo in una tappa del Giro d’Italia, il norvegese costruisce la giornata perfetta per lui, la squadra e la sua nazione. Insieme a Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility), assolutamente a sua volta un top di giornata, scrive il manuale della fuga riuscendo a inserirsi nel primo tentativo con Van Aert, evitando quindi di spendere energie nell’inseguimento. Quando poi viene raggiunto dal compagno di squadra, sfrutta la superiorità numerica e allunga al momento giusto, guadagnando su tutti. Una gioia immensa assolutamente meritata, nel giorno del lutto per la scomparsa del re della propria nazione.
Wout Van Aert (Visma | Lease a Bike): D’accordo, la vittoria di tappa non arriva neanche oggi, ma cosa gli si può dire? Promuove la prima fuga di giornata, alimentando l’azione per tutto il giorno in una tappa neanche troppo adatta alle sue caratteristiche. Sulla salita finale, si ritrova a combattere contro diversi scalatori puri e riesce persino a staccarne alcuni, salendo con il proprio passo senza rispondere alle accelerazioni altrui. Il terzo posto finale, per il tipo di tappa e per come si è evoluta, è un’ulteriore dimostrazione di quanto sia un corridore straordinario, su più terreni. Oggi ci ha fatto divertire e nei prossimi giorni lo farà ancora. Intanto la maglia verde è sulle sue spalle…
Felix Gall (Decathlon CMA CGM): Oggi è il più convincente tra gli uomini di classifica, Pogacar a parte. L’austriaco fa lavorare la squadra per poi lanciare il suo attacco, con cui guadagna terreno prezioso nella generale. È vero, perde terreno sulla maglia rossa, ma è chiaro che il suo obiettivo non può essere il successo finale. Alla fine riesce a dare gap un po’ a tutti i suoi rivali: 10 secondi a Mas, 23 a Roglic e Onley, 1’16” a Carapaz. Altri tasselli importanti nella rincorsa al podio, che ora dista appena 11 secondi. L’impressione è che sia in continua crescita nella forma, non nella fiducia: quella non è mai mancata da inizio corsa.
Soudal Quick-Step: Non si capisce la strategia abbastanza confusionaria tra gli uomini in fuga. Sebbene abbia a disposizione due dei migliori scalatori nel gruppetto degli attaccanti, ovvero Valentin Paret-Peintre e Filippo Zana, non collabora mai davvero in maniera attiva e convinta né decide di sacrificare uno dei due a servizio dell’altro. In questo modo, lo squadrone belga si gioca ogni chance di correre per la vittoria e finisce con un 11° e 12° posto di tappa che, valori alla mano, non rispecchia assolutamente le aspettative. In una Vuelta con Pogacar le occasioni per i fuggitivi non sono tantissime: sprecarle così è un peccato doppio.
Alexey Lutsenko (NSN Cycling Team): Non vogliamo essere troppo duri con il kazako, che fa capolino nelle fasi calde di una tappa per la prima volta in questa stagione. Nonostante si muova bene nella prima parte della tappa, però, il finale è impietoso e la gestione delle energie non ottimale: nel provare a seguire Leknessund salta per aria e finisce con il vanificare (quasi) completamente quanto di buono fatto fino a quel momento, chiudendo in settima posizione. In altri tempi, siamo sicuri che il risultato sarebbe stato diverso. Siamo altrettanto sicuri, comunque, che questa giornata servirà per averne altre da protagonista.
Richard Carapaz (EF Education – EasyPost): Ancora una volta l’ecuadoriano paga dazio su quello che dovrebbe essere il suo cavallo di battaglia, e gli interrogativi sul suo stato di forma iniziano a essere tanti. Taglia il traguardo a ben 1’16” da Felix Gall, dietro a corridori meno dotati di lui come Muhlberger e Cristian Rodriguez, senza nulla togliere all’austriaco e allo spagnolo. Le aspettative prima di Monaco erano di un altro tipo, soprattutto dopo un finale di Tour de France così arrembante. Intanto in classifica generale scivola dal quarto al settimo posto.
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