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Edward Dunbar (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team): L’irlandese spezza un digiuno che durava da due anni esatti e ci riesce dopo le difficoltà di questa stagione, che lo ha visto fermo per più di tre mesi a causa di problemi fisici. Piuttosto attivo sin dalla prima parte della tappa, il 30enne si gestisce comunque piuttosto bene durante la giornata grazie anche al supporto di una squadra oggi perfetta, e nel finale ha abbastanza energie per rimontare e superare Buitrago, che sembrava ormai lanciato verso il successo, e per andare a prendersi una splendida vittoria.
Urko Berrade (Equipo Kern Pharma): Dopo il secondo posto a Calar Alto, il 28enne centra un altro bel piazzamento chiudendo quarto al termine di un’altra fuga da lontano, dimostrando che la sua vittoria di tappa di due anni fa non è stata un caso e ottenendo un altro bel risultato in questa Vuelta per la sua squadra, a rischio chiusura a fine anno. Difficile oggi fare di più considerando anche la caratura degli avversari.
Richard Carapaz (EF Education-EasyPost): È vero che alla fine non ottiene niente, ma quantomeno ha il merito di provare sempre qualcosa, anche con un’azione da lontano, nella quale però non ha fortuna anche perché vede il compagno di squadra Rafferty staccarsi a causa di un problema meccanico. Del resto, il suo attuale quarto posto nella generale non aggiunge niente alla sua fantastica carriera, quindi fa bene a continuare a provarci e ce lo aspettiamo all’attacco anche domani.
Santiago Buitrago (Bahrain Victorious): È un po’ ingeneroso mettere il colombiano tra i flop di giornata, dato che è stato nuovamente grande protagonista in una fuga, ma anche in questo caso la vittoria non è arrivata ed è purtroppo questo quello che conta. Stavolta sembrava fatta, ma forse il 26enne si è mosso un po’ troppo in anticipo e proprio nelle ultime centinaia di metri gli sono mancate le gambe per finalizzare. Per la terza volta in questa Vuelta trova qualcuno più forte di lui su un terreno nel quale, anche in virtù della Maglia a Pois che indossa, dovrebbe essere uno dei più forti.
Guillaume Martin (Groupama-FDJ United): Nella fuga era uno degli scalatori più forti, tanto che i due compagni di squadra che erano all’attacco con lui si mettono a sua disposizione, con Molard ad allungare all’inizio della salita finale per provare a fargli da punto di riferimento. Il Filosofo, però, non ne ha per fare la differenza e si deve accontentare del settimo posto a più di due minuti dal vincitore.
Andreas Leknessund (Uno-X Mobility): Il norvegese centra un altro buon piazzamento, concludendo al sesto posto, ma con una migliore gestione delle energie forse avrebbe potuto ambire a qualcosa di più. Come Dunbar, infatti, è attivo sin dalle prime fasi di gara, ma a differenza dell’irlandese nel finale si spegne e chiude a due minuti. La sua Vuelta resta comunque più che positiva.
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