Tour de France 2025, Top/Flop del Giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Tour de France 2025.

  • Tadej Pogačar (UAE Team Emirates XRG): Il campione del mondo fa tutto benissimo, dando in realtà anche l’impressione di non aver dato tutto al momento del suo scatto. Ben scortato dal team, poi porta a termine l’obiettivo senza sbavature, riprendendosi la Maglia Gialla e accantonando ancora qualche altro secondo che è sempre meglio avere che non avere (chiedere a Remco Evenepoel, che in una corsa senza abbuoni vedrebbe il suo ritardo attuale dimezzato).
  • Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike): Questi non sono i suoi arrivi, ma il danese corre bene e anche oggi concede il minimo sindacale al suo grande rivale, seguendolo ad ogni passo fino al traguardo. Risponde senza problemi allo scatto dello sloveno e poi prova a impensierirlo in volata, senza poter mai uscire dalla sua ruota, ma dimostrando comunque che la gamba c’è.
  • Oscar Onley (Team Picnic PostNL): Non è il più appariscente, ma si gestisce alla perfezione, muovendosi bene in una dinamica di corsa non semplice. Alla fine si prende anche un bel terzo posto finale, confermandosi in un’ottimo stato di forma e piuttosto adatto ad arrivi come questo. Al momento è la rivelazione di questo Tour, considerando che senza crono sarebbe in lotta per il podio.
  • Red Bull – Bora – hansgrohe: Considerando che Florian Lipowitz, e ancor di più Primoz Roglic (senza voler nominare il sinora anonimo Vlasov), sono lontani dalla forma desiderata, la formazione tedesca poteva osare qualcosa in più, cercando di trovare altre soluzioni per mettersi in mostra invece di subire ancora una volta la corsa in maniera passiva. Oppure cercare di smuovere le acque in contropiede, anche solo per darsi coraggio, visto che in questa prima parte di Tour le maglie del team non si sono quasi mai viste davanti.
  • Kévin Vauquelin (Arkéa-B&B Hotels): Il francese sta bene, forse nella forma della vita al momento, ma si lascia prendere dall’entusiasmo. Con un arrivo che somiglia al Muro di Huy, dove ha chiuso due volte secondo, doveva provare a gestire le energie fino alla fine, invece prima si muove in discesa, poi è lui a fare tutto il lavoro per chiudere sui tre giganti. Applausi per la determinazione e lo spettacolo, ma con più parsimonia poteva raccogliere di più (vedi Onley).
  • Romain Grégoire (Groupama-FDJ): Dopo le prestazioni al livello dei migliori in questi arrivi nelle prime tappe, ci si aspettava forse qualcosa in più oggi. Forse un posizionamento sbagliato, forse la fatica che si accumula nel corpo di un 2003 giustamente ancora acerbo, ma oggi non si vede e si deve accontentare di un piazzamento che non vale poi molto.

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