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Tour de France 2019, Top/Flop del giorno

La nostra rubrica che, tra il serio ed il faceto, traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Tour de France 2019.

TOP

Wout van Aert (Team Jumbo – Visma): Gli aggettivi per descrivere il 24enne belga cominciano a scarseggiare. Alla sua prima stagione completa su strada si sta ritagliando spazi importanti, dimostrando progressi importanti su tutti i terreni, dalla cronometro, al pavé, agli sprint, come dimostrato oggi. Vincere una tappa al Tour de France è un passaggio importante e per nulla scontato per un debuttante. Attendiamo trepidanti i prossimi sviluppi della sua carriera.

Elia Viviani (Deceuninck – Quick-Step): Nonostante la sconfitta, il veronese lotta fino all’ultimo e cede all’avversario soltanto per pochi centimetri. La sua squadra gestisce anche oggi al meglio la doppia corsa, per la tappa e per la gestione della maglia gialla, al meglio riuscendo quasi nell’en plein. Dopo il successo di Nancy, la sfortuna si sta di nuovo accanendo sul velocista azzurro ma la forma c’è, lui è sempre lì, e bisogna soltanto aspettare la prossima occasione.

Team INEOS: In una giornata che ha visto “scoppiare” tutte le altre coppie di alta classifica (Kruijswijk-Bennett, Ciccone-Porte e Quintana-Landa per citarne alcune), la formazione britannica è l’unica che riesce a guadagnarci. Senza di fatto fare nulla di attivo, Geraint Thomas ed Egan Bernal si ritrovano scaraventati al secondo e al terzo posto della classifica generale, pronti a lanciare l’attacco alla Maglia Gialla non appena ce ne sarà l’occasione. Come al solito, quando il gioco si fa duro, l’organizzazione di questa squadra fa la differenza.

FLOP

George Bennett (Team Jumbo – Visma): Sono ben 23 le posizioni in classifica perse oggi dallo scalatore neozelandese. Finito nel gruppone degli staccati a causa dei ventagli insieme al compagno Groenewegen, non riesce a reagire e alla fine taglia il traguardo a quasi dieci minuti dai primi. Una brutta botta per un corridore dal grande talento, che forse ha sprecato l’occasione della vita. Il suo Tour non è comunque finito, perché sarà una pedina importante al servizio di Steven Kruijswijk.

Mikel Landa (Movistar): Il basco vince ancora una volta il premio della sfortuna. Forse sbilanciato da una mezza scorrettezza di un avversario (le immagini sembrerebbero incolpare Barguil), finisce a terra nel momento peggiore della corsa, non potendo rimanere al fianco di Quintana e Valverde dopo i primi ventagli. Alla fine, taglia il traguardo con 2’09” di ritardo in compagnia, tra gli altri, di Fabio Aru, Giulio Ciccone e Guillaume Martin, compromettendo, probabilmente, le proprie velleità di classifica. Sabato si partirà da Tarbes, a pochi chilometri da Lourdes… a questo suggeriamo una breve visita!

Peter Sagan (BORA – hansgrohe): Non è la prima volta, nel corso di questo Tour, che l’ex iridato finisce dietro la lavagna. Come al solito, brilla per continuità (questa è la sesta top ten in dieci tappe), ma quest’anno fatica a convincere quando deve affrontare una volata al cospetto di tutte le ruote veloci. Il quarto posto odierno lo vede piuttosto lontano da van Aert e Viviani e mai in corsa per il successo di tappa. La Maglia Verde è ormai a un passo, vedremo se riuscirà anche a ritoccare il record di tappe vinte in questa edizione, al momento fermo a una.

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Un commento

  1. Alla luce di quanto è successo , faccio il tifo sperticato per Landa e spero che sui Pirenei e sulle Alpi stacchi i vari Bernal e compagni.

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