Davide Ballerini (XDS Astana): L’abilità di superare indenne la caduta, di schivare i corridori a terra, di lanciarsi a tutta verso il traguardo, di battere un corridore esperto come Jasper Stuyven. Una grande abilità quindi, oltre ad una sana dose di fortuna, regala al corridore italiano questo straordinario successo a Napoli. Erano altri i nomi che si facevano per spezzare il digiuno dell’Italia in questa edizione e invece lui si è preso il palcoscenico grazie ad un azione che conferma le qualità di un corridore che ha raccolto meno del suo potenziale in carriera. Un numero che esalta l’essenza di sapersi destreggiare nelle volate caotiche di un Grande Giro e che lascerà una bella immagine negli annali.
Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step): Insieme a Ballerini è stato l’unico altro corridore a riuscire a superare la caduta e ritrovarsi davanti. A 34 anni il belga non ha certamente più lo smalto dei tempi migliori, ma alla fine riesce sempre a lasciare il segno nei momenti chiave, sfruttando ogni occasione che trova. La sua grande esperienza gli permette di essere lì davanti nel finale e quando il suo leader Paul Magnier resta attardato, non ci pensa due volte ad agganciarsi alla ruota di Ballerini. Poi ha dato il tutto per tutto fino al traguardo, ma non è bastato per saltare l’azzurro, pur ottenendo un ottimo secondo posto.
Paul Magnier (Soudal Quick-Step): Cadono proprio davanti a lui, ma riesce a restare in piedi. Supera i caduti, torna in bici e riparte, con grandissima destrezza. A quel punto sembra tagliato fuori dai giochi, ma invece lui non ci sta. Riparte a tutta e vola negli ultimi 300 metri. Il francese salta uno dopo l’altro tutti i corridori davanti a lui sull’esterno, macinando pedalate ad un ritmo impressionante. Una volata con una potenza impressionante, con cui prova a raggiungere i due davanti. Un’impresa impossibile, ma che gli permette di guadagnare punti importantissimi per la Maglia Rosa. La sensazione è che senza la caduta sarebbe stato ancora una volta davanti a tutti, in un Giro in cui sta davvero perfomando al massimo.
Elmar Reinders (Unibet Rose Rockets): Il team francese fa un lavoro perfetto per pilotare il proprio leader Dylan Groenewegen nel tortuoso finale e il treno arriva in testa all’ultima curva. Sembra il lancio perfetto per una volata vincente del neerlandese, che invece proprio all’imbocco dell’ultima curva cade assieme a Reinders, che scivola davanti a lui. Tutto compromesso e un danno anche per gli altri velocisti. Ovviamente le cadute fanno parte del ciclismo, ma per il team resta la delusione.
Ben O’Connor (Team Jayco AlUla): L’australiano prova a prendere gli abbuoni al Red Bull KM, ma la sua azione è piuttosto maldestra. Un tentativo vano, che non ha portato nessun risultato se non quello di sprecare energie fisiche e mentali, che, seppur minime, contano sempre in un Grande Giro. Le occasioni per guadagnare secondi sono altre per uno scalatore come lui e questo tentativo quindi non appare una mossa a fuoco.
Chi ancora oggi non rispetta i corridori: Chiudiamo i nostri flop con una nota stonata della tappa odierna, che nulla a che fare con la corsa, ma che purtroppo ancora una volta siamo costretti a commentare. Al passaggio del gruppo all’interno di una rotonda, due ragazzi, che sarebbero già stati identificati dalle autorità, hanno fatto un gesto inaccettabile, andando verso i corridori per e “spaventarli” cercando di spingerli, rischiando di causare una maxi caduta. Chi ama il ciclismo sa che i corridori non vanno avvicinati, purtroppo a bordo strada ci sono troppo spesso delle persone che non hanno a cuore questo sport e che dovrebbe restare a casa.
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