Giro d’Italia 2026, Top/Flop del giorno

La nostra consueta rubrica che traccia il bilancio della giornata appena conclusasi al Giro d’Italia 2026.

  • Sepp Kuss (Team Visma | Lease a Bike): Vincere tappe in tutti e tre i Grandi Giri non è cosa da tutti. Specialmente poi se di mestiere fai il gregario. E invece lo statunitense si gode la giornata di gloria: ottenuto il via libera da Vingegaard si inserisce nella fuga buona, lascia gli avversari sfogarsi ai traguardi intermedi e piazza la stoccata decisiva ad Alleghe. Tra qualche anno lo ricorderemo come uno dei migliori gregari in montagna, ma in generale è uno degli scalatori più solidi di questa epoca. E intanto quando ha licenza di colpire, colpisce…
  • Giulio Pellizzari (Red Bull – BORA hansgrohe): La crescita di un corridore la si misura anche nella capacità di reagire ai momenti più difficili. Tre giorni fa Pellizzari era prossimo al ritiro, oggi lo abbiamo visto in fuga sulla Cima Coppi e poi prezioso alleato di Hindley nella corsa al podio. Lui stesso ha ammesso che le aspettative erano altre, ma la voglia di lottare non è venuta meno. E questo non può non essere un segnale in chiave futura. Il ragazzo ha la stoffa per diventare grande. E c’è ancora una tappa per provare a lasciare il segno.
  • Derek Gee-West (Lidl – Trek) e Michael Storer (Tudor Pro Cycling): Al netto del risultato, il coraggio va sempre premiato. I due provano a far saltare il banco, non tanto per il successo finale quanto per la lotta per il podio. E per qualche chilometro fanno paura anche ai diretti avversari. Il canadese rosicchia qualcosa, ma resta lontano dal podio, l’australiano viene ripreso e superato dai big. Ma un plauso al coraggio, specialmente in giornate dure come queste, va fatto. E a Piancavallo c’è ancora margine per migliorarsi, anche se bisognerà fare i conti con le gambe.
  • Thymen Arensman (Netcompany – INEOS): Giornata storta per il neerlandese che in salita soffre e perde la posizione sul podio provvisorio. Una sua difficoltà sulle grandi montagne era ipotizzabile, ma il distacco subito negli ultimi cinque chilometri è piuttosto pesante. La sua squadra si è mossa bene, con i compagni che hanno svolto un buon lavoro, a partire da Egan Bernal, per tenerlo coperto e gestire il distacco dei fuggitivi. L’esito non è stato dei più entusiasmanti…
  • Lidl – Trek: Ma come? Derek Gee-West guadagna terreno in classifica, Giulio Ciccone prende la Maglia Azzurra e i due chiudono rispettivamente secondo e terzo. Probabilmente un giudizio severo, ma la sensazione è che si potesse raccogliere di più per come si erano messe le cose. Il nervosismo generato dalla querelle con Einer Rubio ha forse alterato i piani tattici della squadra statunitense che esce comunque bene dalla giornata, ma con la sensazione di non esser riusciti a capitalizzare al meglio una situazione favorevole. Sia il canadese che l’italiano stavano bene, forse con più lucidità si poteva raccogliere qualcosa in più.
  • Enric Mas (Movistar Team): Il capofila di una Movistar che si sta dannando l’anima per un successo di tappa, ma che per motivi diversi non riesce a centrare il risultato. Oggi lo spagnolo era riuscito a entrare nel tentativo buono e, sulla carta, poteva essere una giornata favorevole. Ma sulle prime rampe del Passo Giau si spegne e si lascia sfilare. La domanda è: resosi conto di non avere la gamba per vincere, ha preferito non forzare per giocarsi tutto domani? Ai posteri l’ardua sentenza, ma era lecito attendersi qualcosa in più oggi.

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