Vuelta a España 2026, impresa di Mikel Landa a Collado del Alguacil! Enric Mas ipoteca la Maglia Rossa – 9° Walter Calzoni, 10° Lorenzo Fortunato

Impresa di Mikel Landa sull’ultimo arrivo in salita della Vuelta a España 2026. Il corridore spagnolo si regala un primo trionfo con la maglia della Soudal Quick-Step, che lascerà a fine stagione, andando a imporsi in solitaria sul traguardo in quota di Collado del Alguacil. Il basco è riuscito a emergere tra i fuggitivi con una grande rimonta nel finale, andando a recuperare e poi staccare a sette chilometri dal traguardo Tobias Halland Johannessen, che era rimasto al comando dopo il grande lavoro di squadra della Uno-X Mobility, e Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech). Il norvegese e il belga chiudono rispettivamente secondo a 47″ e terzo a 1’27”, mentre in top-10 si piazzano due corridori italiani presenti in fuga, Walter Calzoni (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), nono, e Lorenzo Fortunato (XDS Astana), decimo.

In chiave classifica generale invece Enric Mas (Movistar) ipoteca la conquista finale della Maglia Rossa, visto che lo spagnolo gestisce perfettamente la situazione e arriva al traguardo a soli 17″ da Felix Gall (Decathlon CMA CGM), capace di staccare tutti nel finale di salita. L’austriaco fa una bella azione, ma non riesce a guadagnare abbastanza per scavalcare Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe). Il podio virtuale vede quindi Mas con 2’15” su Roglič e 2’44” su Gall.  Protagonista di giornata anche Sepp Kuss che anche grazie all’ottimo lavoro di squadra della Visma | Lease a Bike recupera molto terreno ed entra nella top-5 della generale.

Il video dell’arrivo

Il racconto della corsa

Pronti-via e Wout van Aert (Visma | Lease a Bike) e Ivo Oliveira (UAE Team Emirates XRG) si lanciano all’attacco, riuscendo subito a guadagnare una dozzina di secondi. Alle loro spalle non tardano ad arrivare numerosi scatti, alzando il ritmo così tanto da spezzare il gruppo. Enric Mas (Movistar) è sorpreso e si trova in un terzo troncone, con numerosi suoi compagni che si fermano ad aspettarlo, mentre il primo troncone è trascinato dalla Uno-X Mobility quasi al completo. Grazie all’intervento dei compagni della Maglia Rossa, la situazione di emergenza rientra rapidamente, ma alle spalle dei battistrada resta il gruppetto composto da Finn Fisher-Black e Gianni Vermeersch (Red Bull-Bora-hansgrohe), Oscar Chamberlain (Decathlon CMA CGM Team), Pau Miquel (Bahrain Victorious), Magnus Cort, Simon Dalby, Tobias Halland Johannessen, Andreas Kron, Andreas Leknessund e Rasmus Tiller (Uno-X Mobility), Bryan Coquard e Louis Rouland (Cofidis).

Questi uomini riprendono la coppia di testa dopo poco più di 25 chilometri, mentre dietro Bahrain Victorious, EF Education-EasyPost e Visma | Lease a Bike cercano di chiudere i 50 secondi di ritardo concessi ingenuamente. A scuotere la situazione ci pensa tuttavia la Movistar, che si muove con Raúl García Pierna e Iván Romeo. I due si lanciano in una offensiva assieme, portandosi appresso Callum Thornley (Red Bull-Bora-hansgrohe) e James Shaw (EF Education-EasyPost), con Mikel Landa (Soudal Quick-Step) a sua volta pronto a reagire. Nasce così una nuova fase di scatti continui che finisce per spezzare nuovamente il gruppo, ma stavolta senza pericoli per gli uomini della generale. Complice anche una caduta che porta al ritiro Matthew Riccitello (Decathlon CMA CGM) e Chris Hamilton (Team Picnic PostNL), il plotone si rialza e concede spazio anche a questi 55 uomini.

Si tratta di Callum Thornley e Luke Tuckwell (Red Bull-Bora-hansgrohe), Kevin Vermaerke (UAE Team Emirates XRG), Pablo Castrillo, Raúl García Pierna e Iván Romeo (Movistar Team), Bruno Armirail, Matthew Brennan, Steven Kruijswijk e Jørgen Nordhagen (Visma | Lease a Bike), Sander De Pestel (Decathlon CMA CGM Team), David De La Cruz, Walter Calzoni, Edward Dunbar e Milan Vader (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), Jack Haig, Lucas Hamilton ed Embret Svestad-Bårdseng (Netcompany Ineos), Santiago Buitrago (Bahrain Victorious), Julien Bernard e Thibau Nys (Lidl-Trek), Valentin Madouas, Guillaume Martin e Rémy Rochas (Groupama-FDJ United), Ramses Debruyne, Gal Glivar e Michael Gogl (Alpecin-Premier Tech), Jan Hirt (NSN Cycling Team), Mikel Landa, Gianmarco Garofoli, Valentin Paret-Peintre, Filippo Zana (Soudal Quick-Step), Martin Tjøtta (Uno-X Mobility), Sylvain Moniquet (Cofidis), Alessandro Covi e Koen Bouwman (Team Jayco AlUla), Vincenzo Albanese, Alastair MacKellar, Darren Rafferty, Juan Felipe Rodriguez Contreras e James Shaw (EF Education-EasyPost), Marco Brenner, William Barta e Lawrence Warbasse (Tudor Pro Cycling Team), Lorenzo Fortunato (XDS Astana), Jesús Herrada, Mario Aparicio e Jose Manuel Diaz (Burgos Burpellet BH), Jarno Widar, Lars Craps e Reuben Thompson (Lotto-Intermarché), Gijs Leemreize (Team Picnic PostNL), Ibon Ruiz, Ivan Sosa e Mats Wenzel (Equipo Kern Pharma).

Come spesso accade, quando si è così tanti è tuttavia difficile trovare l’intesa e malgrado un distacco inizialmente di poco più di 30 secondi, progressivamente gli inseguitori perdono terreno, tanto da arrivare ai piedi della prima scalata del Puerto de El Purche con un ritardo di 3’30”, che comunque permette loro di avere un bel vantaggio sul gruppo, distanziato invece di undici minuti dalla testa della corsa. In salita, però, si verificano i primi movimenti degli uomini di classifica, con Sepp Kuss (Visma | Lease a Bike) ad allungare indisturbato e a prendere rapidamente 40″ di vantaggio sugli altri big. Anche quando accelera Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) nessuno reagisce, ma la Decathlon CMA CGM si porta davanti e aumenta l’andatura per difendere il terzo posto di Felix Gall dall’attacco dell’ecuadoriano, che nel giro di poco si riporta su Kuss. Il cambio di rimo fa male a molti, in particolare a Mattias Skjelmose (Lidl-Trek), e nel gruppo Maglia Rossa restano solo Enric Mas (Movistar Team), Primož Roglič (Red Bull-Bora-hansgrohe), Felix Gall, Léo Bisiaux e Callum Scotson (Decathlon CMA CGM Team), Oscar Onley e Jack Haig (Netcompany Ineos), Jakob Omrzel (Bahrain Victorious), Clément Berthet (Groupama-FDJ United), Harold Tejada e Cristián Rodríguez (XDS Astana Team).

Quando Gall accelera dopo il lavoro di Bisiaux e Scotson, si staccano anche Tejada, Haig e, proprio nell’ultimo tratto della salita, Omrzel, Berthet, Rodríguez e Onley. La sgasata consente però a Gall, Mas e Roglič di riportarsi su Carapaz e Kuss proprio in vista dello scollinamento e, ritrovando Brennan, Albanese e MacKellar, che dopo aver perso contatto dal gruppone davanti si mettono a disposizione dei rispettivi compagni di squadra, questi corridori riescono rapidamente a scavare un bel gap nei confronti degli uomini di classifica attardati nel corso della discesa e del tratto di fondovalle seguenti. Davanti, i battistrada hanno nel frattempo perso qualche pezzo, ovvero Coquard, Tiller e Vermeersch, e anche Cort si stacca con l’inizio della seconda scalata del Puerto de El Purche, ma i dieci fuggitivi rimasti mantengono comunque poco meno di tre minuti di margine nei confronti del gruppone inseguitore e 8’30” nei confronti del drappello Maglia Rossa, che pian piano va a recuperare alcuni ex attaccanti e, a sua volta, guadagna 1’40” sul gruppetto comprendente Onley e gli altri big.

Come al passaggio precedente, la salita vede Kuss attaccare nuovamente, e anche questa volta nessuno risponde, con lo statunitense che riesce quindi a prendere rapidamente una quarantina di secondi di margine. Carapaz prova poi a imitarlo accelerando a sua volta, ma, dopo un attimo di incertezza, questa volta Gall, Mas e Roglič reagiscono e vanno a chiudere sull’ecuadoriano. Questi uomini scollinano quindi tutti assieme e con circa un minuto di ritardo da Kuss, mentre davanti la situazione non è quasi cambiata, con il solo Rouland a perdere contatto dal drappello di testa, alle spalle del quale si sono però mossi Landa e Calzoni, capaci di riavvicinarsi a un minuto, oltre a Fortunato e Debruyne. È però solo lo spagnolo a riuscire a colmare il gap con i battistrada nel tratto di falsopiano che porta ai piedi del quarto GPM di giornata, il Puerto de El Duque, iniziato il quale anche Debruyne riesce a riaccodarsi, mentre Leknessund perde contatto. Il gruppo Maglia Rossa, andato a riprendere altri ex attaccanti, compresi diversi compagni di squadra dei big, scivola invece nuovamente oltre i dieci minuti di ritardo, anticipato di tre minuti da un Kuss che continua a guadagnare terreno.

Da poco rientrato sulla testa della corsa, Debruyne accelera a 37 chilometri dalla conclusione e a seguirlo sono solo Landa e Johannessen, mentre solo per poco Miquel non riesce a riagganciarsi. Questi tre fanno il vuoto nel corso della salita, lungo la quale è la Red Bull-Bora-hansgrohe a cambiare passo nel drappello Maglia Rossa, con Thornley a mettersi a disposizione di Roglič, ma quando il britannico si fa da parte lo sloveno non attacca, preferendo salire con un passo regolare. Interviene quindi nuovamente Carapaz, che prima fa lavorare il compagno di squadra Rodriguez e poi prova a dare un paio di sgasate, ma Gall, Mas e Roglič rispondono prontamente e restano francobollati all’ecuadoriano. I quattro poi si studiano e rallentano decisamente, cosa che consente a Kuss di guadagnare un altro minuto e mezzo, arrivando così a minacciare proprio la quarta posizione di Carapaz. Dopo lo scollinamento, inoltre, lo statunitense trova Van Aert, che ovviamente si sacrifica per consentire al compagno di squadra di risparmiare le energie e prendere ulteriore terreno sugli altri big, che già erano giunti in vetta con quasi 5′ di ritardo e con un distacco di 9’30” dal terzetto di testa.

Su questi ultimi non può ormai più rientrare nessuno e sono infatti proprio loro a giocarsi la vittoria di tappa sulle dure rampe dell’ascesa finale del Collado del Alguacil. Dopo due chilometri dall’inizio della salita, Landa attacca e solo Johannessen riesce a seguirlo, ma anche il norvegese deve presto cedere sotto il ritmo del basco, che resta quindi da solo al comando. Quando Landa deve respirare, Johannessen riesce a riavvicinarsi un po’, ma lo spagnolo della Soudal Quick-Step torna ad alzarsi sui pedali e a prendere margine sul norvegese, che pian piano perde sempre più terreno. Nonostante una pedalata più affaticata nel finale, Landa vede il traguardo farsi sempre più vicino e va infine a cogliere la tanto attesa vittoria, la sua prima da cinque anni a questa parte. Johannessen si deve invece accontentare dell’ennesimo secondo posto di stagione, staccato di 47″, mentre Debruyne completa il podio a 1’27”.

Alle loro spalle, prima dell’inizio della salita, Kuss e Van Aert erano andati a riprendere un drappello comprendente Calzoni, Fortunato, Hirt, Berrade, Widar e Nordhagen, che si mette a disposizione di Kuss nel momento in cui Van Aert esaurisce le energie. Anche il serbatoio dello statunitense è però ormai vicino alla riserva e, nel corso dell’ascesa, che aveva iniziato con più di 5′ di margine sul gruppetto Maglia Rossa, il 31enne va un po’ in difficoltà e vede praticamente dimezzarsi il vantaggio sugli altri big. Questi ultimi procedono per lo più regolari, con il ritmo imposto prima da Fisher-Black e poi da Castrillo, entrambi ripresi in precedenza, ed è solo nei chilometri finali che si accende la bagarre con Gall a lanciare il proprio attacco, al quale risponde solo Mas. Poco dopo, però, anche lo spagnolo deve inchinarsi all’austriaco, mantenendosi comunque a una ventina di secondi e chiudendo appunto con tale ritardo al traguardo, mentre un Roglič un po’ più in difficoltà contiene il distacco sotto al minuto e salva così la seconda posizione in classifica generale.

Risultato e Classifiche Tappa 20 Vuelta a España 2026

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