Euskaltel-Euskadi, Mikel Landa parla da corridore-dirigente: “Essenziale entrare nelle Top 30, adesso aspettiamo l’invito alla Vuelta e anche i punti di Orts nel ciclocross”
Mikel Landa scalpita in vista del 2027. Il corridore basco è pronto per tornare in gara con la maglia della squadra che lo ha lanciato nel grande ciclismo, quella dell’Euskaltel-Euskadi. Il passaggio di Landa alla formazione Professional arancione è realtà già da diverse settimane e l’ormai ex portacolori della Soudal Quick-Step si è già calato integralmente nell’atmosfera della sua vecchia-nuova realtà, tanto da seguirne la recente trasferta a Panama, dove i corridori della Euskaltel-Euskadi hanno accumulato, fra una gara e l’altra, punti UCI fondamentali per uscire vittoriosi dalla “Battaglia per la Top 30”.
E se in Italia non mancano le polemiche intorno alla questione-punti e, specificatamente, proprio per quelle gare di Panama, Landa si gode il successo della missione transatlantica: “È stato molto importante per noi – le parole di Landa in un’intervista concessa ad AS – Era essenziale entrare fra le prime 30 per poter ottenere un invito alla Vuelta a España in futuro (per poter essere invitati ai Grandi Giri della stagione successiva, è necessario essere fra le migliori 30 squadre al mondo dell’annata in corso – ndr). Ora dobbiamo aspettare e vedere se questo invito ce lo manderanno. Speriamo di riceverlo; sarebbe la conclusione perfetta di questo progetto”.
Il tema-punti sembra ben chiaro nella mente di Landa, che ragiona da corridore-dirigente e che già ferrato sulle novità regolamentari che entrano in vigore proprio in questo periodo: “Con noi, da quest’anno, c’è anche Felipe Orts, specialista del ciclocross – il pensiero dello scalatore basco – Penso che qualche punto ce lo porterà sicuramente, fra Coppa del Mondo e Mondiali. Vediamo se rimane sui livelli su cui è stato finora e vediamo quel che riuscirà a portare alla causa della squadra”.
Landa, vicino ai 37 anni, parla anche del resto della squadra: “È molto giovane e c’è del potenziale. Ci sono corridori che pososno crescere e distinguersi durante la prossima stagione. Ma sappiamo di dover essere sempre concentrati e competitivi. Io? La vittoria di tappa alla Vuelta 2026 è stata molto importante, ne avevo bisogno. Mi ha dato molta tranquillità in vista del 2027. Era da tanto tempo che non alzavo le braccia al cielo per festeggiare”.
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